Le ‘Fifty Shades’ secondo me

Circa un annetto fa leggevo la trilogia delle ‘Cinquanta sfumature’…in ritardo come sempre mi accade rispetto al clamore dei boom mediatici, per la curiosità di capire cosa avesse scatenato tanto furor di popolo femminile.

Confesso che ero decisamente scettica, in quanto adulta e vaccinata, circa lo scandalo delle pratiche sessuali, anche perchè ritengo che l’unico sesso veramente scandaloso e inammissibile sia quello violento perpetrato contro la volontà di chi lo subisce, siano essi, donne, uomini e soprattutto bambini ma, nel privato della vita di due adulti consenzienti, sia più o meno tutto concesso, a patto, ripeto e sottolineo, che ci sia il consenso cosciente da entrambe le parti.

Quello che mi aveva piacevolmente colpito nella lettura della trilogia invece era stata una scrittura magistrale, e la complessa e profonda analisi ed evoluzione psicologica ed emotiva dei personaggi, di entrambi i protagonisti, Cristian Grey e Anastasia Steel.

Oggi ho visto il film, per il medesimo moto di curiosità che mi aveva spinto a leggere i libri, e per giudicare la capacità di trasposizione cinematografica delle vicende letterarie, un meccanismo, questo, che mi affascina da sempre quando leggo un libro.

Devo dire che il film rispetta a pieno la complessità psicologica del libro, che tanto mi aveva colpito a suo tempo, e anche riguardo alla questione del sesso, ci sono centinaia di film, molto meno chiacchierati, che contengono al loro interno scene ben più hard di questo, che è stato presentato come l’apertura del vaso di Pandora della cinematografia spinta.

I protagonisti potevano essere meglio interpretati dai due attori scelti, ma tutto sommato non è male, dai…e soprattutto mi ha fatto venir voglia di rileggere i libri, per cogliere ‘sfumature’ dell’anima dei personaggi che forse alla prima lettura mi erano sfuggiti soppiantati a tratti, appunto, dalle descrizioni delle pratiche erotiche…

Un consiglio…non guardate il film senza aver letto il libro…probabilmente molti di voi che si aspetterebbero un manuale visivo di cosa fare o meno in camera da letto ne rimarrebbero delusi.

Un abbraccio a tutti!

“Andare sempre avanti”

Quando si hanno dei bambini in giro per casa, la televisione diventa uno strumento di loro dominio pressocchè assoluto, tranne per quei rari e purtroppo brevi momenti in cui possiamo ‘fermarci’ a giocare con loro e lasciare che loro ci insegnino a tornare bambini, o dopo che sono andati a letto, e la televisione torna ‘nostra’, se si ignorano i panni da stirare, la lavatrice da stendere, i piatti da rigovernare…e il sonno che ci assale, ancor prima, spesso, che loro abbiano chiuso gli occhi…

Così i cartoni animati diventano il sottofondo che ci accompagna mentre cuciniamo la cena, e, in attesa che sia pronta può accadere che ci si sieda due minuti accanto a loro e ci si trovi alla fine di uno dei tanti dvd della Disney e sullo schermo appaia questa scritta:

” Da queste parti, tuttavia, non ci soffermiamo troppo a guardare indietro.

Andiamo sempre avanti, per aprire nuove porte e fare cose nuove, perchè siamo curiosi..

E la curiosità continua a spingerci lungo nuovi sentieri.

Andare sempre avanti.”

Walt Disney

(immagine presa dal web)

Oggi pomeriggio mi aspetta un colloquio di lavoro con uno dei miei più cari vecchi amici di università, che nei tanti anni che hanno riempito il nostro reciproco silenzio, ha costruito un’azienda abbastanza fiorente da essere alla ricerca di una figura professionale per la quale, dopo tanti anni, ha pensato a me, ha alzato il telefono e mi ha chiamata, in un momento che il caso ha voluto non potesse essere più propizio…

Non ho capito esattamente cosa verrebbe richiesto alla mia professionalità (…perchè, quale professionalità ho??? Boh!!!…), cosa potrebbe volere, lavorativamente parlando, proprio da me, visto che ha cercato proprio me… ma la frase letta sullo schermo ieri sera mi è sembrata propizia…e adesso sono ‘curiosa’…

Perchè non voglio soffermarmi a guardare indietro, perchè voglio andare avanti, fare cose nuove, aprire nuove porte, spingermi verso nuovi sentieri…perchè sono ‘curiosa’…sono sempre stata maledettamente ‘curiosa’…al limite dell’incoscienza di un bimbo… appunto…

Magari non ne verrà fuori niente, è una delle possibilità, al 50%, esattamente come invece potrebbe venirne fuori l’inizio di una nuova avventura…

Non ci penso granchè adesso, a cosa potrebbe essere, voglio solo rivedere un caro vecchio amico e fare con lui una bella chiaccherata! E poi staremo a vedere!

Voglio “andare sempre avanti.”

(immagine presa dal web)

…sulla bellezza…

Stasera un pò di Sanremo, mi ero detta…

Ed ecco che sul palco dell’Ariston, intorno alle 23 arriva Luca Zingaretti che legge una riflessione di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a soli 30 anni, nel 1978…questa:

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore (Peppino Impastato)“.

Non la conoscevo…o forse sì…comunque non me la ricordavo così potente, bella, illuminante…

Io sono convinta che il senso della bellezza, saper riconoscere la bellezza, riuscire a vederla, in ogni forma e aspetto, dalle cose più straordinarie a quelle più normali, quotidiane, sia una delle caratteristiche più importanti che distingue la razza umana dagli altri animali…

Ma stasera mi son trovata a riconsiderare il mio concetto di bellezza anche come uno strumento per non cedere alla rassegnazione, alla paura, all’abitudine… Aveva ragione Peppino Impastato…dal senso per la bellezza passano la curiosità e lo stupore, che sono il fulcro di quel motore che ci rende veramente vivi, che ci rende animali pensanti…

Se riusciamo a vedere la bellezza, non ci sarà posto per la rassegnazione…se anche le cose cambiassero in peggio, nessuno potrà convincerci che è sempre stato così, e che non può essere diverso da così…e ci ribelleremo…vorremo tornare a vedere la bellezza, o a costruirne di nuova per ristabilire l’equilibrio…

“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

Questo è un piccolo estratto dal testo della canzone “Il vecchio e il bambino” di Francesco Guccini…

Mi si è evocata nella mente mentre ascoltavo le parole di Peppino Impastato…

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera…

L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo…

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati…

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…

E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

Quando la ascolto, mi ritrovo in lacrime…

Un pò perchè penso a chi, tra i ‘vecchi’ che hanno fatto parte della mia vita, non c’è più…e ne amavo ascoltare i racconti…mi immergevano in un altro mondo, in altre vite…

Un pò perchè penso a chi tra i ‘vecchi’ ancora c’è, ma se ne andrà presto…e ricordo di quando io ero il bambino della canzone…e li ascoltavo, cercando di comprenderne i ricordi…ma senza capirli fino in fondo…

Un pò perchè adesso son io dalla parte del vecchio…e il mio bimbo è il bambino…ma mai vorrei che i miei racconti dei ‘miti passati’…della bellezza di come era…suscitassero in lui uno sguardo ‘triste’… la bellezza appartiene a tutto, proprio tutto quanto…basta saperla vedere…e vorrei tanto per mio figlio essere una guida alla scoperta sempiterna della bellezza, e mai alla paura della rassegnazione…

Spero tanto di esserne capace…