Fato

Non credo al destino o al fato come motivazione autoreferenziata delle cose che accadono nella nostra vita. Trovo anzi che affidarsi al fato e ad un qualcosa di già determinato dall’alto, al di sopra della nostra volontà, sia spesso un atto codardo che allontana da noi la responsabilità delle proprie azioni.

Credo piuttosto che ogni cosa di ogni nostro giorno sia frutto di scelte e di una logica catena a cascata di causa-effetto.

Accade però a volte, in strani pomeriggi di un inverno entrato anche nelle ossa, come non accadeva da tempo, che notizie arrivino da lontano, o forse da troppo vicino, a squarciare il cielo come una tempesta furiosa.

E allora forse il fato, il caso, il destino, comunque si voglia chiamarlo, esiste davvero, feroce, crudele, al solo scopo di mettere alla prova la resistenza emotiva delle persone.

E non è per quello che in termini di affetto, vicinanza, crescita personale io andrò a perdere, ma per la persona sulla quale si è abbattuto con la sua spada di Damocle, che una batosta del genere proprio non se la merita, non così grande, non adesso.

Non possiede il senso della misura quel beffardo despota del fato.

E va bene tutto, che si deve fare, siamo in ballo e si dovrà ballare…ma bastava anche meno…decisamente anche meno.

Sei proprio stronzo quando ti ci metti, destino, fato, caso, o in quale maledetto altro modo tu possa chiamarti.

 

VOLARE E’ POTARE

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(immagine dal web)

Se volere è potere, allora… VOLARE E’ POTARE 

(Anonimo)

La frase l’ho trovata in rete qualche giorno fa.

Al di là dell’ironico gioco di parole, il senso che ad essa ha dato il mio stato d’animo di questi giorni, contiene una verità assoluta.

Si potrebbe pensare che tagliare e volare siano due azioni in aperta contraddizione. Le ali sono lo strumento, tanto invidiato e copiato agli uccelli, che consentirebbero a noi animali terreni, e in qualche modo meccanico lo fanno da secoli ormai, di volare…tagliarle allora non avrebbe alcun senso…

Ma se si pensa alla potatura che sapientemente viene fatta di alberi e piante, da mani esperte, in modi e tempi stabiliti, essa consente alla pianta stessa di disfarsi di rami secchi, infruttuosi, che si sono accresciuti in direzioni pericolose per la stabilità, per rinascere a nuova vita, per continuare a crescere correttamente, per avere nuovi germogli sani, per dare frutti copiosi, per tornare rigogliosa all’affacciarsi della nuova stagione.

Ho sempre trovato triste la pianta appena potata…sembra monca, ferita, divelta, danneggiata… ma quando arriva la stagione dei germogli essa sprigiona tutta la sua potenza vitale, resa ancor più prosperosa da quell’operazione di mutilazione curativa che è stata la potatura.

E allora metaforicamente, se penso a me stessa come ad una pianta, tagliare i rami secchi, disfarmi del peso distorto del passato, potare le parti marcescenti di quello che è stato, vorrebbe dire spiccare il volo, tornare a germogliare, rinascere di nuova vita sana e rigogliosa.

Io raramente riesco a dare un taglio netto al passato, come quando si recide una rosa con le forbici sbagliate e rimane ancorato al fusto un filamento che non si taglia… quel filamento rimane attaccato, ad ogni colpo di forbice si sfilaccia, ma la rosa ancora non si stacca.

Ecco, io conservo sempre un filo collegato, un ramo sterile, in tutte le situazioni del passato, nelle relazioni, nei sentimenti, negli avvenimenti, come se rimanessi sempre lì, penzolante, non più legata ma non ancora recisa e pronta a nuova vita.

Invece dovrei imparare a “potare”, lasciar indietro i rami secchi, i percorsi sbagliati, le scelte infruttuose, i sentimenti cresciuti nella direzione pericolosa per la stabilità.

Tagliare per tornare a volare, per riprendere fiato, per respirare aria nuova a pieni polmoni e andare avanti, senza più quel filamento legato al passato, sempre più sottile e sfilacciato.

E allora sì che sarebbe vero che “VOLARE E’ POTARE” !!!!

Chiunque abbia inventato questa lungimirante frase metaforica dell’esistenza e del suo rinnovamento ha pienamente colpito nel segno…

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(immagine personale)

 Qualche tempo fa leggevo che da una ricerca sul destino commissionata a non ricordo quale istituto – eccone un’altra di cose che proprio non sopporto: questa mania di indagare sulle questioni più assurde – risulterebbe che il destino, appunto, non esiste e che tutto dipende dalle nostre decisioni: attimo dopo attimo siamo noi gli unici incontrastati padroni del nostro futuro. Adesso, a parte che sarebbe come dire che si può dimostrare scientificamente la inesistenza di un altrove o di dio, restando più modestamente al mio caso, se in quel giorno di luglio, per l’esattezza la mattina dell’ultima lezione con Loretta prima delle vacanze, la signora Clelia, dopo un nuovo fugace ma assai intenso incontro – oh, era l’addio prima di una lunga separazione: «Mi mancherai» mi disse lisciandomi il basso corredo concertistico – non mi avesse riferito che al fratello, direttore d’albergo, gli si era incidentato il pianista, e quindi chiesto se volessi sostituirlo, quale direzione avrebbe preso la mia vita? Certo potevo anche risponderle di no. Ma perché mai rifiutare un ingaggio con un compenso più che allettante rinunciando quindi a quella che, considerato l’impegno che mi avrebbe richiesto -appena qualche ora di sera – sivprospettava, per il resto, come una insperata vacanza al mare?Oltretutto in un hotel di lusso che mai più mi sarei potuto permettere? Sì, avrei potuto anche risponderle che m’ero già impegnato con la comitiva dei miei amici dell’Azione Cattolica per quindici giorni al campeggio Marilena di Agropoli – ma in tal caso sarei stato solo un povero stronzo con un giusto destino da povero stronzo, no? – e forse forse sarebbe stato meglio. Invece preparai la valigia e, come volle il destino, il giorno dopo partii.

Gaetano Cappelli – Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi, Marsilio 2012

Quando il Bianconiglio insegue un lavoro

All’interno della meravigliosa iniziativa dell’E-Zine “Il mondo in un Blog”, io sono la redattrice di una rubrica che non poteva che intitolarsi “Inseguendo il Bianconiglio”.

All’interno del terzo numero de “Il mondo in un Blog”, che potete leggere e scaricare qui: Il-mondo-in-un-blog-FEBBRAIO-MARZO, quello che segue è il mio articolo.

Buona lettura e andate a leggerla tutta la rivista, è piena di scritti meravigliosi di chi sa scrivere per davvero!

Un abbraccio a tutti e, se vi va, scrivetemi, in modo che possa tener viva la rubrica anche con i vostri suggerimenti!

Quando il Bianconiglio insegue un lavoro

Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento d’inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni. Quando piombi nella disperazione più cupa, ti si offre l’opportunità di scoprire la tua vera natura. Proprio come i sogni prendono vita quando meno te lo aspetti, così accade per le risposte ai dubbi che non riesci a risolvere. Lascia che il tuo istinto tracci la rotta per la saggezza, e fa che le tue paure siano sconfitte dalla speranza. La maggior parte di noi non è preparata ad affrontare i fallimenti ed è per questo che non siamo capaci di compiere il nostro destino. E’ facile sfidare quel che non comporta alcun rischio.

La scoperta di nuovi mondi non ti porterà solo felicità e saggezza, ma anche tristezza e paura: come puoi apprezzare la felicità, senza sapere che cos’è la tristezza? Come puoi raggiungere la saggezza, senza affrontare le tue paure? Alla fine, la grande sfida della vita consiste nel superare i nostri limiti, spingendoci verso luoghi in cui mai avremmo immaginato di poter arrivare.

I sogni sono fatti di tanta fatica. forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie, perdiamo di vista la ragione per cui abbiamo cominciato a sognare e alla fine scopriamo che il sogno non ci appartiene più. Se ascoltiamo la saggezza del cuore il tempo infallibile ci farà incontrare il nostro destino. Ricorda: “Quando stai per rinunciare, quando senti che la vita è stata troppo dura con te, ricordati chi sei. Ricorda il tuo sogno”.”

Sergio Bambarèn “Il delfino – i sentieri del sogno portano alla verità”

La citazione che riporto in apertura di questo articolo racchiude in se tutto quello che questa rubrica rappresenta per me, e mi auguro possa rappresentare per voi.

Così ho deciso di raccontarvi il mio ultimo inciampo nel fallimento e come il ‘tempo infallibile’ mi ha fatto incontrare il mio destino, almeno per quanto riguarda il momento attuale della mia vita che mi trovo giorno dopo giorno a costruire…

Dunque, è successo che avessi firmato il contratto per la mia nuova casetta in affitto intorno alla metà del mese di settembre dello scorso anno e dopo aver faticato a lungo per renderla abitabile per me, il mio bambino e i miei due gattuzzi pelosi, vi fossi rientrata i primi giorni del mese di ottobre.

È successo poi che intorno alla metà dello stesso mese un mio carissimo amico dell’università, con il quale avevo diviso le fatiche e le gioie di tanti esami della mia vita passata di studentessa modello, si facesse vivo dopo oltre cinque anni di silenzio reciproco, in cui ognuno di noi due aveva intrapreso la propria vita di inciampi, i miei, e successi, i suoi, per chiedermi come fosse messa la mia situazione lavorativa in quanto lui aveva bisogno di una persona che lavorasse con lui.

È successo che io gli avessi risposto che non andava poi male, avevo un contratto a tempo indeterminato con un importante azienda internazionale, ma, essendomi appena trasferita, e avendo un pò di tempo libero dato che il contratto prevedeva poche ore settimanali, avremmo potuto comunque parlarne davanti ad una tazza di tè.

È successo poi che alla fine del mese di ottobre la mia splendida azienda internazionale decidesse di chiudere il negozio per il quale lavoravo, comunicando a me e alle colleghe l’intenzione di procedere al licenziamento che sarebbe improcrastinabilmente avvenuto intorno alla metà del mese di dicembre scorso.

È successo allora che io avessi immediatamente ricontattato quel mio caro amico e, ancora sotto shock per la notizia cocente, inaspettata, imprevedibile, devastante, gli avessi detto che la mia disponibilità ad ascoltare la sua proposta di lavoro era diventata, da un momento all’altro e mio malgrado, totale, quasi incondizionata e con carattere di estrema urgenza.

È successo allora che un pomeriggio lo raggiungessi all’interno della sua azienda, che nel tempo del nostro perdersi di vista è accaduto che diventasse fiorente, rigogliosa e in cerca di nuova forza lavoro, riabbracciandolo dopo tanto tempo e ascoltando, con orecchi attenti e pensieri che avevano già preso la decisione di accettare, quasi a scatola chiusa, la sua proposta del lavoro che lui aveva deciso di offrire a me, perché il caso aveva voluto che lui avesse pensato proprio a me, e chissà perché proprio a me, per ricoprire il ruolo che necessitava all’interno della sua azienda, all’interno di quel piccolo mondo produttivo che lui era riuscito a mettere in piedi nel tempo in cui io mi perdevo in relazioni sbagliate.

È successo quindi che io accettassi, con gratitudine immensa e riconoscenza infinita, e che lui fosse altrettanto grato e riconoscente a me, secondo un meccanismo che ancora oggi non riesco a spiegarmi, e che iniziassi questa nuova avventura ancor prima che finisse, nella più mesta delle giornate pre-natalizie di dicembre quella che aveva costituito il fulcro della mia vita produttiva fino a che qualcuno non aveva deciso la sua conclusione al posto mio.

Succede quindi adesso che io usi le mie mani e la mia mente per tagliare tessuti e pelli perché con il lavoro sapiente di altre figure professionali diventino borse, e vi confesso che non avevo mai fatto questo lavoro, ma imparo, mi rimbocco le maniche, e nel mio piccolo affronto le mie paure legate al costante senso di inadeguatezza e cerco di superare i miei limiti ogni momento.

E niente sul finire dell’estate avrebbe mai potuto farmi pensare che l’avvicendarsi delle mie giornate avrebbe preso da lì all’inizio del nuovo anno una direzione tanto diversa da quella routine che scandiva le mie giornate fino a questi ultimi eventi.

Sono cambiati i ritmi, le situazioni, le prospettive, le aspettative…una piccola grande rivoluzione delle abitudini, dei luoghi, delle persone, dei tempi, che ancora a momenti fatico a comprendere e a gestire.

Mi ripetevo spesso nelle giornate che segnavano il passaggio dalla situazione precedente alla attuale, che mettevano il sigillo all’ennesimo fallimento delle mie aspettative per aprire uno spiraglio inaspettato su una nuova pagina del mio vivere quotidiano tutto da scrivere, che fosse stato il destino, il caso, chiamatelo come volete, a mettere in fila il concatenarsi esatto degli eventi, come pezzi di un puzzle ad incastro che mai era stato così tanto temporalmente perfetto in nessun altro momento della mia vita…

Mi ripetevo che il destino, il caso, chiamatelo come volete, aveva deciso così, e talvolta nella vita si debba seguire gli eventi, senza opporsi, farsi trascinare dalla corrente così come viene, in modo che “il tempo infallibile” ci faccia “incontrare il nostro destino”.

Non so se arriverò alla realizzazione dei miei sogni, ma un passo almeno inseguendo il Bianconiglio alla ricerca di un lavoro l’ho fatto, un salto nel buio di una professionalità che ancora non mi appartiene ma che ho intenzione di scoprire, un piccolo passo che confermi a quella parte di me che vuole accettazione, realizzazione, riconoscimento del proprio valore e delle proprie capacità, che sono una persona che vale, e che non può esser messa in un angolo nemmeno da una miserrima lettera che licenzia la matricola 30013.

Non sono un numero, e non ho nessuna intenzione di farmi ridurre a tale da nessuno… “ricordati chi sei. Ricorda il tuo sogno.”

Perciò, se qualcuno di voi si rivede, si ritrova in quello che scrive Sergio Bambarèn, scrivete, raccontate la vostra esperienza, quello che vi sta capitando, e chissà che non ci sia qualcuno da qualche parte che vi legge e scrive altresì che cerca proprio voi, proprio nel momento in cui avete più bisogno di quello che è disposto ad offrirvi!

Io vi aspetto, contattatemi, e intanto preparo un po’ di tè per tutti, che davanti ad una tazza di te con vecchi amici, credetemi, possono esserci rivoluzioni nella vostra vita che non avreste mai potuto immaginare, nemmeno nei vostri sogni più remoti!

A presto!

Elena Brilli