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Il senso della vita

Quattro giorni di ‘vacanza’ forzata dal mio essere mamma, il mio cucciolo starà con suo padre fino a venerdì e io devo riorganizzare le mie serate di solitudine, desiderate anche lo ammetto, senza di lui a dividere il suo tempo con me dopo il lavoro.

Mentre stavamo cenando, prima che arrivasse suo padre, mi ha chiesto:

“Mamma, qual è il senso della vita?”

Una di quelle domande che non ti aspetti la sera di un lunedì qualsiasi dopo 12 ore fuori casa.

Ho risposto:

“Il senso della vita…non lo so esattamente… però secondo me è quando si riesce a trovare in ogni giornata almeno una cosa bella, una cosa che ti fa essere felice per un attimo e ti fa sorridere, anche quando succedono cose tristi o fai cose che non ti piacciono. Perchè anche le cose brutte e tristi servono ad imparare qualcosa, servono a crescere e allora hanno anche quelle qualcosa di bello. Una cosa bella della giornata può essere anche solo il colore del cielo al tramonto o un pensiero allegro che ti torna in mente. Per me ad esempio, quando torno dal lavoro e sono stanca, oppure magari qualcosa è andato storto nella giornata, io arrivo da te, vedo la tua faccia allegra, magari riusciamo anche a divertirci e ridere insieme, e allora il tuo sorriso mi fa dimenticare tutto quello che di brutto può essere successo, e sono contenta, e allora quel momento da senso a tutto. Boh, forse è questo il senso della vita”

Non so se abbia capito, nè tantomeno se ci abbia creduto… ammesso e non concesso che non abbia detto una serie di scemenze ben confezionate… chissà… io ne sono abbastanza convinta che stia nella bellezza di un singolo momento ogni giorno, il senso della vita.

In questi giorni senza di lui mi mancheranno queste nostre chiacchierate, le sue domande di bimbo, semplici e profondissime al tempo stesso.

Un pò mi mancherà anche la sua risata, le prossime sere, quando torno dal lavoro.

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‘Sento’ storie

Sento storie.

Di donne illuse che amicizia e vicinanza siano anche amore, e lasciate con nuova vita che cresce perchè altra donna improvvisa giunge.

Di uomini che non si arrendono a nuove scelte di altrui amore e rovinano giorni e ore e incontri nuovi.

Sento storie.

Di donne denigrate e offese e abbattute e schiacciate che sole ricostruiscono i pezzi di cuori andati in frantumi e sorridono a figli giocosi, inconsapevoli incastri di puzzle dai persi tasselli.

Di donne lasciate sole alla ricerca di figli che non arrivano a destinazione, e sole attendono e attendono e alla fine si arrendono all’infelicità.

Sento storie.

Di uomini stanchi, traditi, feriti, derubati di figli voluti e cercati e con essi del sonno e di pace.

Di uomini fermi ai tempi dei primi rossori, cresciuti d’aspetto ma di cuore adolescente e incapaci di dividere percorsi e progetti e famiglia, arrabbiati col mondo, con tutti e con sè.

Sento storie.

Di uomini decisi a non farsi fregare di nuovo, ma che cedono a lusinghe effimere di nuova femmina irrequieta di spirito, e perdono un altro pezzo di cuore.

Di donne esauste a viver per due da sole, chè già la fatica si sente a viver per sè, ma sperano e sperano ancora che nuovo fiore sia diverso da appassite rose, o almeno ne cambi l’odore, e poi niente, il fiore appassisce e muore di nuovo.

Sento storie.

E mi chiedo, in tutta questa lacerazione di anime, dov’è l’amore?

 

“Bisogna imparare anche a lasciarsi…” (cit…)

Ho visto il film “Perfetti sconosciuti”….bello…

Bello…e crudele in modo talmente realistico da convincere ancor più, non bastasse la realtà della vita di tutti i giorni, tra una risata e l’altra, tra sprazzi di felicità comica, dell’impossibilità oggettiva dei rapporti umani.

Si mente continuamente…si mente a tutti, si mente principalmente a noi stessi, e non solo e soprattutto se si vive all’interno di dinamiche di coppia, la cosa brutta di noi esseri umani è che si mente e basta…per vivere, per sopravvivere, quale strumento camaleontico di difesa.

Troppo dolore nella menzogna…io non voglio mentire, non più, non più soprattutto a me stessa…

Ma allora è ancora possibile costruire rapporti senza menzogna? che peso ha? quanto riusciremmo a farne a meno?

“Siamo tutti frangibili…” dice uno dei protagonisti su uno dei finali più ansiogeni che mi sia mai capitato di vedere… Ma cosa ci rende fragili?

I rapporti?

La mancanza di menzogna che è alla base della scoperta di una nuova persona, di una nuova vita che entra a far parte della tua?

O le menzogna stesse sono l’architettura dell’equilibrio precario su cui si basa la nostra fragilità?

“Bisogna imparare anche a lasciarsi…” un’altra delle frasi che più mi hanno colpito…

Ma quando? quando inizi a mentire e sai già che niente di quel rapporto che hai fatto nascere, hai coltivato, difeso e protetto, esiste già più?

O solo quando la menzogna viene scoperta?

E’ quindi più fragile chi in onore del rispetto verso se stesso e l’altro si sottrae alla menzogna e si condanna a solitudini sempre più infettate dal sospetto che non sia possibile diversamente, e quindi all’automatica rinuncia ai rapporti… o chi tira avanti all’interno della sua ragnatela corazzata di fragili menzogne…almeno finchè ce n’è?

Perchè non c’era il sole oggi, così evitavo di guardare un film tanto bello e crudele?

Il finale mi dava il vomito…

Meno male ero a casa…

Certo, se c’era il sole sarei andata a passeggio…o forse no?

“Vorrei che fosse oggi in un attimo già domani” – Depressione

Tiziano Ferro “L’amore è una cosa semplice”

LA FINE ( Marco Zangirolami / Francesco Tarducci)

Chiedo scusa a chi ho tradito, e affanculo ogni nemico
Che io vinca o che io perda è sempre la stessa merda
E non importa quanta gente ho visto, quanta ne ho conosciuta
Questa vita ha conquistato me e io l’ho conquistata
“Questa vita” ha detto mia madre “figlio mio va vissuta,
Questa vita non guarda in faccia e in faccia al massimo sputa”
Io mi pulisco e basta con la manica della mia giacca
E quando qualcuno ti schiaccia devi essere il primo che attacca.
Non ce l’ho mai fatta, ho sempre incassato,
E sempre incazzato, fino a perdere il fiato
Arriverà la fine, ma non sarà la fine
E come ogni volta ad aspettare e fare mille file
Con il tuo numero in mano e su di te un primo piano
Come un bel film che purtroppo non guarderà nessuno.
Io non lo so chi sono e mi spaventa scoprirlo,
Guardo il mio volto allo specchio ma non saprei disegnarlo
Come ti parlo, parlo da sempre della mia stessa vita,
Non posso rifarlo e raccontarlo è una gran fatica.

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole.

Non mi sembra vero e non lo è mai sembrato
Facile, dolce perchè amaro come il passato
Tutto questo mi ha cambiato
E mi son fatto rubare forse gli anni migliori
Dalle mie paranoie e da mille altri errori
Sono strano lo ammetto, e conto più di un difetto
Ma qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto:
“Io ti salvo stavolta, come l’ultima volta”.
Quante ne vorrei fare ma poi rimango fermo,
Guardo la vita in foto e già è arrivato un altro inverno,
Non cambio mai su questo mai, distruggo tutto sempre,
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente.

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole.

Il mio racconto comincia qui:

Suona la sveglia…la luce che entra dalla persiana lasciata accostata mi indica che il mattino è arrivato, nuovo giorno da affrontare…

Sono cosciente, penso, sento, ragiono…ma non ho voglia di alzarmi…gli occhi si richiudono…lasciatemi stare, lasciatemi dormire…non ho voglia di mettermi in piedi…

La sveglia suona ancora…e l’altra che vibra sotto il cuscino comincia a farmi tremare la testa…ma non mi va di alzarmi…

Perchè non mi va di alzarmi? cosa c’è nella giornata che inizia che non voglio affrontare? cosa mi fa tenere gli occhi chiusi, quali volessi difendermi da quello che vedono? cosa mi fa ignorare tutti i segnali di allerta, tutti gli allarmi, tutte le sveglie, perfino la vocina del mio bimbo che gioca accanto a me nel letto? perchè la bocca sa tanto di amaro?

Suona di nuovo la sveglia, trema il cuscino…mi sveglio…apro gli occhi e realizzo che non posso più ignorare il giorno che avanza, devo alzarmi, fare colazione, dare la colazione al mio cucciolo, vestirlo, vestirmi, portarlo all’asilo, andare al lavoro, tornare dal lavoro, andare a riprendere il bimbo all’asilo, fargli fare merenda, un paio d’ore di giochi insieme, fare la lavatrice, stendere i panni, stirare quelli asciutti, preparare la cena, litigare con i miei genitori, far mangiare il cucciolo, metterlo a letto, tornare a letto, addormentarmi…e domani si riparte daccapo…ogni giorno uguale…ogni giorno il solito giorno, ogni giorno un incubo nuovo, ma sempre uguale…

Che senso ha tutto questo? perchè questa vita, questa quotidianità sempre uguale, mi è così estranea? perchè è così pesante? perchè non riesco a godere dei singoli momenti? perchè basta una nuvola in cielo a far cambiare il colore della giornata?

Mi tiro in piedi, e tutto è fatica…lavarmi la faccia è un gesto automatico…mi guardo allo specchio…ma sono proprio io quel volto scaruffato, stanco, triste che vedo nello specchio? sto diventando così brutta?

Mi costringo a fare colazione…so che devo mangiare qualcosa, ma il mio stomaco grida il suo dissenso a squarciagola e lascio la fetta di pane e cioccolata a metà…una gran tazza di caffè è l’unica cosa che mi va veramente di mandar giù…ma che pessimo sapore se mi fermo un secondo a pensarci…

E’ un pò quello che mi capita nelle mie giornate, tante cose, tanti volti, tante conversazioni le faccio, le vedo, le vivo…ma quanta parte di esse veramente le sento mie?

Quanto tra quello che faccio è realmente voluto e quanto è solo un obbligo a cui mi attengo scrupolosamente come una scolaretta che esegue alla perfezione i compiti che le ha assegnato la maestra?

E perchè anche le cose che faccio volentieri, che mi sembra di decidere io di farle, quelle in cui credo e per le quali lotto…perchè hanno alla fine sempre, tutte un sapore amaro che mi rimane attaccato addosso? Perchè non riesco mai ad essere felice?

“Mamma, vieni che andiamo a scuola! Io sono pronto, che fai?”

Catapultata nel tempo della mattina che scorre veloce, prendo le mie goccioline antidepressive, stacco i pensieri, metto la maschera della serenità, sorrido…

“Eccomi…ero in bagno”

Mi chino ad agganciare la sua giacchetta prima di uscire di casa…incontro i suoi occhi vivi, luminosi, curiosi…sorrido, ed è l’unico sorriso vero che farò in tutta la giornata…mio figlio è l’unica persona vera che incontrerò, il vero motivo per cui alla fine i miei cazzo di occhi si sono aperti…

In macchina la radio canta la canzone di Tiziano Ferro “La fine”… la ascolto…le labbra si piegano in un ghignoper trattenere un singhiozzo…scende una lacrima…

“(…) Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole. (…)”

“Che hai mamma, perchè piangi?”

“Niente tesoro, avevo un bruscolo in un occhio…”