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Il cielo in una stanza (storia della buonanotte)

“Mamma, facciamo qualcosa insieme, prima di andare a letto?”

“Tesoro, è tardi adesso, dobbiamo dormire…”

“Uffa, io volevo fare qualcosa insieme a te, prima di andare a letto… Mi racconti una storia allora?”

“Inventiamola insieme una storia, prima di andare a letto, ti va?”

“Va bene. Io invento, tu scrivi…”

Ed eccola qua, la nostra storia della buonanotte…

(immagine dal web)

C’erano una volta una lampadina vecchia, la sua signora moglie e la loro figlia piccola, che un giorno vennero buttati via nella spazzatura.

Passò di lì poco dopo una ragazza che, mentre stava buttando il suo sacchetto nel bidone, vide che c’erano tre lucine che lampeggiavano come se chiedessero aiuto.

Decise allora di guardare meglio e quando vide che le luci venivano da una vecchia lampadina, la sua signora moglie e la piccola lampadina loro figlia, decise di salvarle e le tirò fuori di lì per portarle a casa sua.

Le appoggiò tutte e tre sul comodino decisa a controllare se funzionassero ancora o se le luci che aveva visto in fondo al bidone fossero state solo un’illusione.

Attaccò alla presa la lampadina più grande, che doveva essere il padre e…meraviglia!

Sulle pareti della stanza buia apparve la luna!

Attaccò subito allora la lampadina poco più piccola, la sua signora moglie e…meraviglia!

Sulle pareti accanto alla luna d’argento apparvero i nove pianeti splendenti dell’intero sistema solare!

Fremente di curiosità attaccò allora anche quella più piccola, la loro figlia, e tutto intorno alla luna e ai pianeti luminosi apparvero in ogni parte della stanza miliardi di stelle luminosissime!

Nella sua stanza adesso la ragazza aveva tutto quanto il cielo splendente di una limpida notte d’estate!

Quanto erano stati stolti i proprietari di quella famiglia di vecchie lampadine a gettarle nella spazzatura!

Dalle cose vecchie talvolta si possono avere tante sorprese nuove e inaspettate, basta solo volerle continuare a vederle con occhi ogni volta diversi, invece di buttarle via!

Elio e la mamma Elena

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Invece il cento cè (Loris Malaguzzi)

 .
Un pomeriggio in ludoteca e una bellissima scoperta.
E una riflessione amara, che suona come un’ammissione di colpevolezza.
Io non voglio essere una di quelle persone che ‘rubano novantanove’ o che insegnano a separare ‘la testa dal corpo’…proprio non voglio esserlo…
Invece è così facile scivolare nella banalità dell’essere adulti, molto più che rimaner bambini ancora un pò.
‘Il cento c’è’, ne sono convintissima e mi impegno a fare in modo che mio figlio non lo dimentichi mai…e se mai lo facesse mi impegno ad esser lì a ricordarglielo, che ‘il cento c’è’…accidenti se c’è…ed è un tesoro inestimabile, da non perder di vista…mai.
 ‘Il cento c’è’…e me lo devo ricordare un pò anch’io…ogni giorno.
Non può far altro che bene.
.
Invece il cento c’è
(di Loris Malaguzzi)

Il bambino
è fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare 

cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire

cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.

La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.

Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

A cosa servono le rane

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(immagine dal web)

Un pomeriggio assolato di mezza estate…una spiaggia…un bambino e la sua mamma…

“Guarda cosa ho trovato!” dice la mamma al bambino, richiamandone l’attenzione su un sasso piatto, di quelli che con maestria a lei sconosciuta qualcuno riesce a far rimbalzare sull’acqua…

Il bimbo lo prende, corre a sfiorare l’acqua coi piedini e lo lancia in acqua.

Il sasso affonda.

La mamma ne cerca altri e li porge al bambino che intanto le è tornato incontro, dando le spalle al mare, con in volto dipinta una faccia interrogativa.

“Prova a tirare questi, c’è una tecnica, il babbo ci riesce…prova a muovere il polso così.” e cercando di copiare i movimenti del polso di chi riesce a farli rimbalzare davvero i sassi sull’acqua, la mamma mostra al bambino un goffo mimo di un lancio.

“Ma ci sono le rane nel mare?” chiede allora il bambino.

La mamma con aria stupita risponde: “No, nel mare ci sono i pesci…perché? ”

“Non c’è una tecnica, mamma…Il babbo ci riesce nel lago perchè ci sono le rane sotto che prendono il sasso nella testa…la prima salta e lo passa alla seconda, poi la seconda salta e lo passa alla terza e così via…ma qui non siamo nel lago, siamo al mare e le rane nel mare non ci sono…ci sono i pesci…e i pesci non lo fanno”

La mamma sorride di un sorriso sereno, arrendendosi alla logica della fantasia, in cui non esistono sensi di colpa, obiettivi da raggiungere, senso di incapacità, sforzi e frustrazioni…

Nel mondo dei bambini è tutto così… semplice…

Abbraccia suo figlio e consegna nelle sue manine i sassi piatti raccolti per lui…

Il bimbo li prende, corre a riva, e li lancia tutti insieme nel mare…

Affondano tutti, ovviamente…ma solo perchè, nel mare, non ci sono le rane…

                                      

Di stelle e bambini

Cielo coperto su una serata della nostra vacanza al mare…

“Mamma, mi  sdraio un pò a guardare le stelle…”

“Sdraiati pure, ma non ci sono le stelle stasera, il cielo è pieno di nuvole…”

“Sì che ci sono, mamma, basta immaginarle! Voi mamme siete vecchie, non riuscite più ad immaginare niente…”

Ecco qua…come sempre, colpita e affondata…su tutta la linea…

Un punto di vista strambo

“Mamma, posso fare un disegno?”

“Certo! Fai un bel disegno, che poi me lo fai vedere!”

“Mi serve la carta colorata! Ma poi non riesco a rimetterla a posto!”

“Prendila, non ti preoccupare, poi a metterla a posto ci pensa la mamma quando hai finito!”

“L’ho presa gialla mamma!”

“Va bene!”

Pochi minuti dopo, asciutte le mani e sistemati i piatti rigovernati della cena, salgo in camera sua.

“Guarda mamma!”

“E’ bellissimo! Ma che cos’è?” Ecco la classica domanda idiota, di chi la fantasia non sa più nemmeno dove stia di casa…

” E’ un pipistrello, non lo vedi?… Poi lo taglio tutto così così e così (con le manine indica i punti in cui si sarebbero abbattute le forbici…) e lo attacchiamo al muro!”

“Va bene, però finiscilo prima!” Il mio cucciolo è un artista degli ‘incompiuti’… 🙂

“Certo, tanto faccio veloce…poi però lo taglio!” Il mio cucciolo è un artista anche delle forbici…un disegno non rimane intero nemmeno il tempo di ammirarlo che già con le forbici lo taglia, lo scontorna, lo rende altro dal progetto originario… 🙂

Neanche il tempo di andare in bagno a lavarmi le mani e arriva con il foglio tagliato in tre parti

“Ecco qua, mamma, ora lo attacchiamo?” Io e il mio cucciolo attacchiamo tutti i suoi disegni, i suoi capolavori, al muro, direttamente, con lo scotch…che tanto quando andremo via da questa casa la dovrò imbiancare comunque…e allora intanto ce la facciamo a modo nostro… no? 🙂

“Va bene, prendo lo scotch e mi dici come metterlo, va bene? Poi però andiamo a letto!”

” Va bene… ma ora attacca…Allora in basso metti questa parte, dove c’è il celeste che sul giallo è diventato verde, lo vedi?”

“Così?”

“Così.” …e il balletto di domanda e risposta si ripeterà ad ogni pezzettino di scotch attaccato qui, poi lì, poi un altro lì… poi un altro lì… 🙂

“Poi sopra un pò staccato metti il pipistrello”

“E poi ancora staccato metti il cielo…che è diventato tutto rosa!!!!”

Ed ecco l’opera d’arte compiuta…in perfetto stile decostruttivista!!!

Non è meravigliosa?

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Elio, “Il pipistrello” , disegno decostruttivista, pastelli a cera su carta colorata, 27/05/2015

A corollario della meraviglia di assistere all’espressione creativa di un bambino, il ‘pipistrello’ mi ha fatto tornare in mente una canzoncina dello’Zecchino d’Oro’…diventata mio malgrado, insieme a tutto il connesso repertorio, perfetta integrazione delle mie playlist musicali da qualche anno a questa parte…

Un punto di vista strambo (testo e musica di Flavio Conforti)

Quando viene sera, la notte si fa nera
E col buio ci svegliamo.
Non aver paura nella notte scura
Se volando noi balliamo.
Mambo, dei pipistrelli,
Noi siamo quelli con il sangue alla testa
Quelli con un punto di vista
Strambo,
Siamo come ombrelli
Ombrelli neri, chiusi, appesi al soffitto.
Zampe in aria, testa di sotto.

Provaci un po’ anche tu
Le gambe in aria, la testa in giù
dai prova!
Provaci un po’ anche tu. Provaci!
Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista

Mambo dei pipistrelli
noi siamo belli, sempre molto eleganti.
Neri poi mettiamo anche i guanti
quando balliamo il mambo
muovendo passi lenti contro il soffitto
attenti a non finire di sotto…

Provaci un po’ anche tu
Le gambe in aria, la testa in giù
dai prova!
Provaci un po’ anche tu. Provaci!
Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista

E così capirai l’unico tu non sei nel mondo
che il tuo dritto punto di vista è per noi un punto di vista
strambo
parecchio strambo
Come questo mambo che stai ballando
…che strambo!

Al rovescio usiamo la testa
con un altro punto di vista
Ogni notte diamo una festa
tutti pronti a scendere in pista
dai aspetta un po’ che la notte sia scura
vieni qui da noi balla senza paura
Su nel cielo salirà con la sua scia
una luna piena portando allegria

Provaci un po’ anche tu
Le gambe in aria, la testa in giù
dai prova!

Provaci un po’ anche tu. Provaci!
Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista
E così capirai l’unico tu non sei nel mondo
che il tuo dritto punto di vista è per noi un punto di vista
Strambo
parecchio strambo
Come questo mambo che stai ballando
…che strambo!

Sembrerà strano che da una canzoncina per bambini possano scaturire riflessioni pseudo serie, ma nel testo ci sono un paio di spunti che ritengo fondamentali, e che non manco mai di puntualizzare anche con il mio cucciolo, quando la ascoltiamo e balliamo ( 🙂 ) insieme…

Per i pipistrelli lo stare a testa in giù è la normalità, per noi che stiamo a testa in su loro sono strani…ma la questione è semplicemente il cambiamento del punto di vista.

Se un bambino impara a capire che possono esistere tanti punti di vista diversi e anche contrapposti, nelle relazioni con le altre persone e con gli avvenimenti, allora è aperta la strada all’accettazione del diverso, al confronto, alla comprensione, all’ascolto di pensieri diversi dai propri, che non peccano quindi a priori di mancanza di autorevolezza o non sono inferiori per il semplice fatto di essere differenti, solo perchè frutto appunto di un diverso punto di vista…strambo se si vuole… ma mai meno importante del proprio…

E’ una riflessione che ritengo importante anche per me…in ogni momento di confronto e dialogo con le persone…perchè il ‘diverso’ da sè non è un pericolo, ma una ricchezza, un confronto, un invito a vedere le cose con una diversa prospettiva, sotto una luce differente e nuova ogni volta.

Tornando ad ascolti ben più vicini ai gusti adulti Jarabe de Palo ha scritto nel 1998 la canzone “Depende” che dà il titolo all’omonimo album.

Ecco…iltrucco sta tutto qui…

 Jarabe de Palo, Depende
Album: Depende (1998)

“Que el blanco sea blanco
que el negro sea negro
que uno y uno sean dos
como exactos son los números
depende

Que aquí estamos de prestao
que el cielo esta nublao
que uno nace y luego muere
y este cuento se ha acabao
depende, depende
¿de qué depende?
De según como se mire, todo depende

Que bonito es el amor
mas que nunca en Primavera
que mañana sale el sol
y que estamos en Agosto
depende

Que con el paso del tiempo
el vino se hace bueno
que to lo que sube, baja
de abajo arriba y de arriba abajo
depende, depende
¿de qué depende?
De según como se mire, todo depende

Que no has conocido a nadie
que te bese como yo
que no hay otro hombre en tu vida
que de ti se beneficie
depende

Y si quiere decir si
cada vez que abres la boca
que te hace muy feliz
que sea el día de tu boda
depende, depende
¿de qué depende?
De según como se mire, todo depende”.

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Che il bianco sia bianco
Che il nero sia nero
Che uno e uno siano due
Che la scienza dice il vero… dipende

E che siamo di passaggio
Come nuvole nell’aria
Che si nasce e poi si muore In questa vita straordinaria… dipende

Dipende da che dipende
Da che punto guardi il mondo
Tutto dipende!

Ma che bello è questo amore
Specialmente in primavera
Che domani sorge il sole
Perché siamo in Agosto… dipende

E che più che passa il tempo
E più il vino si fa buono
E quest’onda fa su e giù
E ti porta giù e su… dipende

Dipende da che dipende
Da che punto guardi il mondo
Tutto dipende!

Non ho mai vissuto niente
Che mi piaccia come te
E non troverai nessuno
Che ti ami come me… dipende

E se tu dirai di sì
Con il suono della voce
Mi vedrai come morir Inchiodato alla tua croce… dipende

Dipende da che dipende
Da che punto guardi il mondo
Tutto dipende!!

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