“E noi lo sentiamo, lo sentiamo che da un momento all’altro ci potrebbe capitare qualcosa di infinito…”

Questo video me lo sono ritrovato sotto gli occhi qualche sera fa.

Roberto Benigni, mio concittadino eppure elevato intellettuale, di una cultura stratosferica, cresciuto a pane e campagne a una manciata di chilometri da dove ho sempre vissuto io, circondato dalla bruttura di una periferia senza anima, sotto l’ombra immensa della divina Firenze, respirando la stessa aria di cenci e telai che ho respirato e respiro io tutt’ora.

Quello che dice racchiude l’essenza dell’esistenza, è una cosa da tatuarsi dentro all’anima.

Così, per dare un senso all’esistenza, per sentirsi vivi.

Per tenere bene a mente, ogni giorno che vivere davvero è un dovere imprescindibile, e fottutamente bello.

 

 

“(Tutto) si ricapitola, si riassume in questa parola: amarsi. Però c’è una cosa da dire, che il tempo passa e il problema fondamentale dell’umanità da duemila anni é rimasto lo stesso: amarsi. Solo che ora é diventato più urgente, molto più urgente. E quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l’un l’altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo, ci dobbiamo affrettare. Affrettiamoci ad amare.

Noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi. Affrettiamoci ad amare. Perché al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore. Perché non esiste amore sprecato, e perché non esiste un’emozione più grande di sentire, quando siamo innamorati, che la nostra vita dipende totalmente da un’altra persona, che non bastiamo a noi stessi.

E perché tutte le cose, ma anche quelle inanimate, come le montagne, i mari, le strade… ma di più, di più… il cielo, il vento… di più… le stelle… di più… le città, i fiumi, le pietre, i palazzi, tutte queste cose che di per sè sono vuote, indifferenti, improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono, perché?..

Perché contengono un presentimento d’amore, anche le cose inanimate, perché il fasciame di tutta la creazione è amore e perché l’amore combacia con il significato di tutte le cose: la FELICITA’. Sì, la felicità. A proposito di felicità, cercatela, tutti i giorni, continuamente, anzi chiunque mi ascolti ora si metta in cerca della felicità ora, in questo momento stesso perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi.

Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo, in dote, ed era un regalo così bello che lo abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono, e molti di noi l’hanno nascosto così bene che non si ricordano dove l’hanno messo, ma ce l’abbiamo, ce l’avete.

Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria, i cassetti, i comodini che c’avete dentro, vedrete che esce fuori, c’è la felicità. Provate a voltarvi di scatto magari la pigliate di sorpresa, ma è lì. Dobbiamo pensarci sempre alla felicità, e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei, fino all’ultimo giorno della nostra vita.

E non dobbiamo avere paura nemmeno della morte, guardate che è più rischioso nascere che morire eh.. non bisogna aver paura di morire, ma di non cominciare mai a vivere davvero. Saltate dentro all’esistenza ora, qui.

Perché se non trovate niente ora non troverete niente mai più. E’ qui l’eternità, dobbiamo dire sì alla vita, dobbiamo dire un sì talmente pieno alla vita che sia capace di arginare tutti i no. Perché (…) abbiamo capito che non sappiamo niente, e che non ci si capisce niente, e si capisce solo che c’è un gran mistero e che bisogna prenderlo com’è e lasciarlo stare.

E che la cosa che fa più impressione al mondo è la vita che va avanti e non si capisce come faccia. Ma come fa, ma come fa a resistere, ma come fa a durare così. E’ un altro mistero e nessuno l’ha mai capito perché la vita è molto più di quello che possiamo capire noi, per questo resiste. Se la vita fosse solo quello che capiamo noi, sarebbe finita da tanto, tanto tempo.

E noi lo sentiamo, lo sentiamo che da un momento all’altro ci potrebbe capitare qualcosa di infinito, e allora a ognuno di noi non rimane che una cosa da fare, inchinarsi, ricordarsi di fare un inchino ogni tanto al mondo, piegarsi, inginocchiarsi davanti all’esistenza.”

Roberto Benigni.

Forse, e dico forse, ho capito.

Capisci cosa è la felicità quando diventi cosciente di quello che ti serve per vivere davvero, al pari di respirare e, esattamente come il fatto di respirare, cominci a farlo in modo automatico.

Ed è solo quando cominci a riempire la tua vita di cose che ti fanno stare bene allora, e solo allora, cominci a vivere davvero.

Allora, e solo allora, sei felice…

In un pomeriggio al museo, da sola.

In una profumeria, da sola.

Davanti ad una delle meraviglie del mondo, stasera un po meno bella di te, da sola.

Perché, come non si respira in due, non si vive in due, non si è felici in due.

Si respira da soli, si vive da soli, si è felici da soli.

E solo quando sei felice da sola sei pronta per proseguire in due.

Io ci sto lavorando…ma credo di esser vicina.

(Museo del Novecento, Firenze)

Iniziando a pensare ai buoni propositi per il nuovo anno

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(immagine dal web)

There is no way to happiness,
happiness is the way.

You should be happy right in the here and now.
There is no way to enlightenment.
Enlightenment should be right here and right now.
The moment when you come back to yourself, mind and body together,
fully present, fully alive, that is already enlightenment.
You are no longer a sleepwalker.
You are no longer in a dream.
You are fully alive.
You are awake.
Enlightenment is there.

And if you continue each moment like that,
enlightenment becomes deeper.
More powerful.

There is no way to enlightenment,
enlightenment is the way.

Vietnamese zen buddhist monk – thich nhat hanh – 2007

Il mio modo di dire GRAZIE.

La festa è finita, ma sento il bisogno di ringraziare tutti quelli che hanno reso speciale la giornata del mio 40 esimo compleanno nel modo che amo, cioè scrivendo.

Ringrazio uno ad uno l’enorme quantità di persone che hanno trovato un attimo del loro tempo per farmi gli auguri, in un modo o nell’altro e da tante parti del mondo…ho provato a rispondere personalmente a tutti, ma potrei aver perso qualcuno per strada e allora lo rifaccio qui: GRAZIE A TUTTI!!!! DI CUORE, COL CUORE…GRAZIE!!!!

Poi le ‘cose’ che ho ricevuto, che sottendono significati importanti per me…e allora via la maschera ed eccoli qua.

Ho ricevuto fiori piccoli, ma i più importanti, dal mio cucciolo…raccolti in giardino insieme alla nonna…strane le rose fiorite a Novembre, ma si vede che erano lì per me…

Ho ricevuto fiori grandi da un gruppo di amici fantastici, che, non sapendolo nemmeno, hanno colmato un vuoto… Non sono mai stata sposata, non ho mai avuto un bouquet tra le mani…pochi fiori nella mia vita…non mi furono regalati nemmeno quando nacque mio figlio…ora ho il mio bouquet, che occupa un posto privilegiato nella mia casina e colora un angolo della mia vita. E, volete saperla una cosa? E’ proprio bello!

Una collana ricca di ciondoli arricchiva il bouquet, e la cosa fenomenale sono proprio i ciondoli che hanno scelto per comporla, che sono più o meno una descrizione fedele di questo punto della mia vita, quasi una fotografia.

Il cuore più grande sono io, poi c’è mio figlio,l’uomo(-ino) più importante della mia vita, poi l’amore che c’è e quello che manca nel cuore più piccolo, poi un bacio a simboleggiare quella passione che anima la mia vita, per tante cose del mondo, dalla scrittura all’amore stesso, dalla bellezza alla meraviglia… e infine il quadrifoglio perchè un pò di fortuna, accidenti, non guasta mai!

La mia amica più cara mi ha regalato un ciondolo in corallo grezzo. Rosso, imperfetto…con l’augurio che possa trovare presto una persona che stia al mio fianco per raffinare e levigare la passione che domina il mio animo e che ancora non ha trovato il suo cesellatore.

Due persone speciali mi hanno regalato un braccialetto con i grani del rosario…non che io sia una persona credente, ma mi piace pensare che sia un invito simbolico ad avere fede, a non perdere mai la speranza, a continuare a vedere le prime luci dell’alba anche nella notte più buia.

Infine la mia seconda famiglia, che sono quelle persone eccezionali con cui ho il privilegio di lavorare, mi hanno aiutato a rendere possibile la festa tutta e regalato due farfalle da portare agli orecchi…perchè forse è davvero arrivato il momento di uscire dal bozzolo e iniziare a volare.

La cosa più bella è stata comunque che il mio meraviglioso bambino fosse lì con me, ad aiutarmi a spegnere le candeline, e poi a giocare e a ballare, fino a fermare la musica, ad un certo punto, e i balli di tutti gli invitati, per un annuncio davvero importante, che recitava queste testuali parole: “Mamma, ti voglio tanto bene!”

Non voglio altro dalla vita. Mi basta, così com’è…esattamente così com’è…

Calda dell’affetto di tante persone, ricca delle cose che davvero sono importanti, piena di passato, di ferite, di lacrime che adesso però devono lasciare il posto al più bello dei sorrisi…il mio.

Perciò, semplicemente, GRAZIE.

Incrociando l’amore, in una uggiosa e grigia mattina di ottobre

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(immagine dal web)

Non scrivo molto ultimamente e comunque mai quanto vorrei.

Troppe cose da fare in poco tempo, e comunque sempre troppo poco tempo per fare le cose che vorrei fare.

Ma una cosa al volo la voglio fissare qua, ne voglio avere memoria. Una frazione di secondo, nel viaggio per andare al lavoro in una uggiosa e grigia mattina di ottobre.

Ferma al semaforo, dall’altro lato della strada una vecchia pandina verde acqua. Mi ha attirato il colore, devo ammetterlo, ma mi ha colpito quello che ho visto dentro.

Scatta il verde e all’interno di quella scatoletta verde acqua intravedo, mentre andavo verso di loro e loro venivano verso di me, una coppia, due ragazzi giovani.

L’uomo al volante, capelli lunghi riccioluti e barba, la ragazza al suo fianco, un volto pulito incorniciato da lunghi capelli lisci e castani.

La ragazza si sposta dal lato del passeggero, abbraccia il ragazzo alla guida e gli da un bacio sulla guancia affondando il suo viso nei capelli di lui.

Il ragazzo sorride e in quel sorriso era racchiuso quel loro attimo di felicità.

Quel sorriso, visibilmente segnato dall’amore, di qualsiasi tipo esso fosse, ha cambiato la percezione della mia giornata, mi ha fatto pensare ad alcune delle infinite possibilità che ne sottendevano la palpabile felicità.

Mi ha fatto pensare che in fondo l’amore, in qualsiasi forma e in qualsiasi momento decida di manifestarsi, è una gran bella cosa.

Per un attimo, incrociando l’amore adagiato sul sorriso di quel ragazzo, sono stata felice anch’io.

Per loro.

Per me.

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