Sardine

Io son sardina e me ne vanto
Sto insieme all’altre e intono il canto
Di chi è morto per dare a noi
La libertà che mancava ai suoi.

Si fan scelte tutti insieme di tener alti quei valori
Che unito tiene il mondo degli uomini che non han colori.

Vogliam giustizia, uguaglianza e toni moderati,
Alle sardine non piaccion gli urli sguaiati
Di chi dice che io son diverso da te
Perché vuole la parte migliore per sé.

Siamo unite e fatte di tanti colori
Perché esser diversi dentro e anche fuori
È bello come bella è la terra che amiamo
Sorta sul sangue che ancora perdiamo
Quando l’odio offusca la mente di squali
Fatti come noi ma a noi mai uguali. 

Elena B.

FilastroccAmando

Ti amo.
Continui a sentirlo forte e chiaro, vero?
Ti desidero.
La tua pelle se ne accorge per davvero?
Arricchisci la mia vita.
Lo vedi quanto raccolgo da te per render più limpido il pensiero?
Ti bramo.
Ti accorgi della fame che sazia la tua presenza nei giorni di amor sincero?
Ti voglio bene.
Sai che ho bisogno che tu stia bene, perché fa star bene me nel mio sentiero?
Ti appartengo.
Conosci quanto sia libera quando mi muovo legata a te con desiderio?
Ti amo. E già lo sai.
Ti ho già detto quanto bello sia per me che tu mi conceda il privilegio di farlo sul serio?

Filastrocca del bimbo a colori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(immagine dal web)

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C’era una volta, ma dove chissà,

un luogo un pò strano a vederlo da qua.

Erano sempre tutti scuri e arrabbiati

e facevan discorsi ben poco sensati.

Nere le facce, neri anche i cuori

“Non vogliamo nessuno che porti i colori!”

Questo dicevan come pecore in coro

e il buio abitava ogni parte di loro.

Poi venne dal mare salvato un bel giorno

un bambino che aveva i colori del mondo.

Narrava di terre baciate dal sole

sconfitto da guerre che il cuore non vuole.

Narrava di freddo, di fame e di vento,

di lunghi cammini compiuti a stento.

Visto aveva il filo spinato

che la libertà gli aveva levato.

Poi il mare alla fine lo aveva cullato

ma in una notte d’inverno si era arrabbiato.

Solo, impaurito, smarrito e bagnato

finito il viaggio, lì era arrivato.

Nel paese sognato degli uomini spenti,

che paura avevano, stretta tra i denti,

che il bimbo arrivato dal posto lontano

venisse a prender le cose di mano.

Ma il bimbo voleva solo cominciare a sperare

di poter un giorno tornare a giocare.

Dal buio informe del coro belante

si alzò improvvisa una voce squillante:

“Ma quello è un bimbo come son io,

può essere suo tutto quello che è mio!”

“In cambio sapete che cosa farà?

A vivere insieme ci insegnerà!”

“E il buio tremendo di sterili cuori

verrà riempito dai suoi bei colori!”

Così disse entusiasta quel bimbo sincero

e prese per mano il suo amico straniero.

Andarono incontro ad un giorno nascente

che vedrà stare unita tutta la gente.

Perchè il diverso è uguale, se visto col cuore,

e insieme inventiamo un nuovo colore.

(Elena Brilli)

 

Buon Natale Maestra! (Filastrocca natalizia per le maestre)

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A Natale si nasce come nacque Gesù,

ma che bello rinascere ogni giorno quaggiù!

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Con lo zaino in spalla a scuola veniamo

perché si impari ogni volta un po’ meglio chi siamo.

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Siam fatti di storia, di lettere, numeri e pensieri

di geografia, di musica e di nuovi sentieri.

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Ringraziamo oggi la maestra preziosa,

che dalla cattedra ci spiega paziente ogni cosa.

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Che sia Natale allora anche a scuola ogni volta

che la maestra ci porta una domanda risolta.

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Curiosi saremo di aver le riposte

anche quando già grandi batterem nuove coste.

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Buon Natale maestra anche se a scuola non siamo,

ma mentre arrivano i doni con gioia ti pensiamo.

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Che sia bello, maestra, anche il tuo dolce Natale,

colmo di gioia, di amore e di gente speciale!

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E.Brilli