Come una monetina… tra le monetine di un piccolo salvadanaio…

C’è qualcosa di estremamente poetico nell’augurare ad una persona di addormentarsi come fosse una monetina…significa fermarsi, farsi cosa… significa niente più paure, emozioni, sentimenti, gioie, dolori, niente più sogni, niente più incubi…significa spegnere la mente, il cuore, la luce…significa trovare pace…

In mezzo alle monetine di un piccolo salvadanaio…in uno spazio piccolo, protetta, confusa tra le altre, al sicuro…significa scomparire…significa trovare pace…

“Puoi addormentarti adesso… tra le mie braccia…
Come un uccellino… come una monetina… tra le monetine di un piccolo salvadanaio… come un pappagallino… come un sussurro… come una canzoncina… una canzoncina cantata da un signore nella foresta mille…mille anni fa…”

(dal film L’insostenibile leggerezza dell’essere (The Unbearable Lightness of Being), 1988, diretto dal regista Philip Kaufman, liberamente tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore ceco Milan Kundera, con Daniel Day-Lewis: Tomáš, Juliette Binoche: Tereza, Lena Olin: Sabina )

“Bisogna imparare anche a lasciarsi…” (cit…)

Ho visto il film “Perfetti sconosciuti”….bello…

Bello…e crudele in modo talmente realistico da convincere ancor più, non bastasse la realtà della vita di tutti i giorni, tra una risata e l’altra, tra sprazzi di felicità comica, dell’impossibilità oggettiva dei rapporti umani.

Si mente continuamente…si mente a tutti, si mente principalmente a noi stessi, e non solo e soprattutto se si vive all’interno di dinamiche di coppia, la cosa brutta di noi esseri umani è che si mente e basta…per vivere, per sopravvivere, quale strumento camaleontico di difesa.

Troppo dolore nella menzogna…io non voglio mentire, non più, non più soprattutto a me stessa…

Ma allora è ancora possibile costruire rapporti senza menzogna? che peso ha? quanto riusciremmo a farne a meno?

“Siamo tutti frangibili…” dice uno dei protagonisti su uno dei finali più ansiogeni che mi sia mai capitato di vedere… Ma cosa ci rende fragili?

I rapporti?

La mancanza di menzogna che è alla base della scoperta di una nuova persona, di una nuova vita che entra a far parte della tua?

O le menzogna stesse sono l’architettura dell’equilibrio precario su cui si basa la nostra fragilità?

“Bisogna imparare anche a lasciarsi…” un’altra delle frasi che più mi hanno colpito…

Ma quando? quando inizi a mentire e sai già che niente di quel rapporto che hai fatto nascere, hai coltivato, difeso e protetto, esiste già più?

O solo quando la menzogna viene scoperta?

E’ quindi più fragile chi in onore del rispetto verso se stesso e l’altro si sottrae alla menzogna e si condanna a solitudini sempre più infettate dal sospetto che non sia possibile diversamente, e quindi all’automatica rinuncia ai rapporti… o chi tira avanti all’interno della sua ragnatela corazzata di fragili menzogne…almeno finchè ce n’è?

Perchè non c’era il sole oggi, così evitavo di guardare un film tanto bello e crudele?

Il finale mi dava il vomito…

Meno male ero a casa…

Certo, se c’era il sole sarei andata a passeggio…o forse no?

Le ‘Fifty Shades’ secondo me

Circa un annetto fa leggevo la trilogia delle ‘Cinquanta sfumature’…in ritardo come sempre mi accade rispetto al clamore dei boom mediatici, per la curiosità di capire cosa avesse scatenato tanto furor di popolo femminile.

Confesso che ero decisamente scettica, in quanto adulta e vaccinata, circa lo scandalo delle pratiche sessuali, anche perchè ritengo che l’unico sesso veramente scandaloso e inammissibile sia quello violento perpetrato contro la volontà di chi lo subisce, siano essi, donne, uomini e soprattutto bambini ma, nel privato della vita di due adulti consenzienti, sia più o meno tutto concesso, a patto, ripeto e sottolineo, che ci sia il consenso cosciente da entrambe le parti.

Quello che mi aveva piacevolmente colpito nella lettura della trilogia invece era stata una scrittura magistrale, e la complessa e profonda analisi ed evoluzione psicologica ed emotiva dei personaggi, di entrambi i protagonisti, Cristian Grey e Anastasia Steel.

Oggi ho visto il film, per il medesimo moto di curiosità che mi aveva spinto a leggere i libri, e per giudicare la capacità di trasposizione cinematografica delle vicende letterarie, un meccanismo, questo, che mi affascina da sempre quando leggo un libro.

Devo dire che il film rispetta a pieno la complessità psicologica del libro, che tanto mi aveva colpito a suo tempo, e anche riguardo alla questione del sesso, ci sono centinaia di film, molto meno chiacchierati, che contengono al loro interno scene ben più hard di questo, che è stato presentato come l’apertura del vaso di Pandora della cinematografia spinta.

I protagonisti potevano essere meglio interpretati dai due attori scelti, ma tutto sommato non è male, dai…e soprattutto mi ha fatto venir voglia di rileggere i libri, per cogliere ‘sfumature’ dell’anima dei personaggi che forse alla prima lettura mi erano sfuggiti soppiantati a tratti, appunto, dalle descrizioni delle pratiche erotiche…

Un consiglio…non guardate il film senza aver letto il libro…probabilmente molti di voi che si aspetterebbero un manuale visivo di cosa fare o meno in camera da letto ne rimarrebbero delusi.

Un abbraccio a tutti!