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Sono grata

Sono grata a chi apre ferite sanguinanti.

Perché sentire l’anima viva che pulsa sotto i graffi mi fa capire quello che non va in loro, quello che non va in me. E correggere il tiro.

Sono grata a chi complica il percorso.

Perché cadendo su ciottoli appuntiti mi scopro capace di guarire ogni sbucciatura, imparando a voler bene a me.

Sono grata a chi offre sfide.

Perché misurando me stessa su esse capisco ogni volta quello che voglio davvero.

Sono grata a chi talvolta mi costringe a scegliere la strada meno semplice.

Perché solo scegliendo per se stessi si cresce davvero.

Non meno grata sono a chi mi ha fatto del bene. Perché mi ha fatto comprendere di esserne degna.

Ma è facile dir grazie ad una rosa per il suo profumo.

Lo è meno ringraziarla per le sue spine, che pungendo insegnano il punto esatto in cui mettere il dito, per coglierne a pieno la sua generosa bellezza.

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Cosa rimane

Nonostante la mia sociopatia atavica, è bello incontrare persone nuove.

Nonostante le pessime esperienze del passato, non riesco a non considerare ogni nuova persona che conosco come una sorgente inesplorata di crescita.

Nonostante i fatti abbiano dimostrato nei tempi andati quanto io sia scarsa come giocatrice e intenditrice di anime, continuo ad azzardare, ogni volta un all-in come in una partita a poker con in mano carte disastrose, quindi perdente per definizione, ma la voglia intatta di mettersi in gioco…e allora ascolto, raccolgo, lascio entrare, mi disseto.

Ogni volta consegno a chi entra nella mia vita per un lieve soffio, o per il tempo di un caffè, o per una manciata di giorni, o per un tempo sufficiente a creare sogni e viverli e svegliarsi infine con la testa vuota di chi ancora una volta ha preso il treno sbagliato, o semplicemente aveva sbagliato binario… consegno, dicevo, un pezzetto della mia anima, che se ne va con loro, nel momento che lasciano poi il mio tempo rapidi, o strappano le carni in addii laceranti…

Chissà per quanto tempo e per quanti ancora ne resterà…ma la dono…finchè ce n’è…

Per me tengo però il suono di una voce, le parole di terre lontane, il calore di una mano, un sorriso, un abbraccio, un battito perso del cuore, una lacrima, un emozione, un contatto, uno sguardo, l’istante in cui due mani incorniciano il mio volto per trarlo a se e baciarmi le labbra…e sono solo miei…e rimarranno con me…e, quando tutto sarà finito, il montaggio di ognuno di quei singoli frame sarà il film della mia vita, diventerà l’immagine definita e unica di quello che sono, il mio ritratto.

E allora non importa se vanno, se li lascio andare, se scappano, se mi mandano via, se sgattaiolano fuori dalla mia vita furtivi nello stesso modo in cui ci sono entrati…e portano via un pezzo di me…

Non importa perchè ne vale la pena…perchè in ognuno di quegli istanti il cuore batte…forte…

E allora che sia…io vivo…

RIMMEL

(Francesco De Gregori, 1975)

E qualcosa rimane, fra le pagine chiare

e le pagine scure,

e cancello il tuo nome dalla mia facciata

e confondo i miei alibi e le tue ragioni,

i miei alibi e le tue ragioni.

Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente

ma uno zingaro è un trucco.

E un futuro invadente, fossi stato un po’ più giovane,

l’avrei distrutto con la fantasia,

l’avrei stracciato con la fantasia.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo

e la mia faccia sovrapporla

a quella di chissà chi altro ancora.

I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,

li puoi nascondere o giocare come vuoi

o farli rimanere buoni amici come noi.

Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel.

Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi

se per caso avevo ancora quella foto

in cui tu sorridevi e non guardavi.

Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia

e sulla tua persona

e quando io, senza capire, ho detto sì.

Hai detto “E’ tutto quel che hai di me”.

È tutto quel che ho di te.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo

e la mia faccia sovrapporla

a quella di chissà chi altro ancora.

I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,

li puoi nascondere o giocare con chi vuoi

o farli rimanere buoni amici come noi.

Incontri

Si fa un gran parlare dei nuovi e vecchi metodi di socializzazione, dei vari tipi di social per incontrarsi, della capacità che stiamo perdendo di stare davvero insieme a delle persone vere, in carne e ossa, che non siano dall’altra parte di uno schermo, piccolo o grande che sia.

Collegandomi a quello che ho scritto nel post precedente, e riflettendo sul fatto che vorrei finalmente trovare una persona con la quale condividere la mia vita, mi sono ricordata di un’ultima volta, più di due anni e mezzo fa, poco dopo aver lasciato il padre di mio figlio, in cui avevo conosciuto una persona dal vivo, alla vecchia maniera, durante un caffè volante, in orario aperitivo, uscita dal lavoro e in attesa di aspettare l’autobus per tornare a casa.

Ricordo che una delle primissime domande che gli rivolsi era quella se fosse single, perchè ho già anche troppi casini nella mia vita e non voglio certo fare in modo che aumentino, e perchè proprio non mi va di mettere il naso nella vita e nei sentimenti di terze persone… mi è capitato di farlo quando ero molto giovane e non mi aveva reso orgogliosa di me…siamo talmente tanti in questo mondo che non voglio arrogarmi il diritto di pestare i piedi di altre donne o di fare lo sgambetto ad altre relazioni.

La sua risposta era stata che era assolutamente libero così, quattro chiacchere, ci eravamo rivisti un paio di volte, ci stavamo conoscendo e, tramite il telefono ci si teneva in contatto.

Accadde però una sera, mentre mi stavo addormentando accanto a mio figlio già addormentato, che squillasse il telefono, e il nome sul display fosse il suo. Con un pò di fastidio risposi, rischiavo di svegliare il cucciolo…e dall’altra parte della cornetta una voce femminile mi aggredì presentandosi come la fidanzata del tipo, e chiedendomi chi fossi io e che cosa volessi dal suo uomo…

Le mie parole furono: “Chi sono io? Ma chi sei te! Sappi che per la persona che tu definisci come tuo fidanzato,TU NON ESISTI!!! Io mi farei qualche domanda e farei qualche domanda a lui, più che a me!”

La discussione andò avanti a più riprese, finchè mandai entrambi al diavolo, gli intimai di non chiamarmi più che di loro non me ne fregava niente, ma di mio figlio che dormiva sì, e dissi loro di risolvere i loro problemi tra sè, senza tirarmi nel mezzo ai loro casini, cancellai i contatti del galantuomo e spensi il telefono.

Il giorno dopo mi chiamò la ragazza, col suo numero stavolta…e mi ringraziò! Mi ringraziò di averle fatto capire che razza di persona aveva accanto e di quanto fosse meschino!

Quindi i rapporti diretti non possono arrogarsi la presunzione di essere veritieri, a meno che la sincerità non sia una dote innata di entrambe le parti in causa…

Ragione per cui, se si considerà la sincerità e l’onestà verso se stessi come una dote personale, il mezzo con il quale ti interfacci con le altre persone non ha molta importanza.

Attraverso un collega di lavoro ho conosciuto di recente un nuovo (per me…magari è una vita che esiste…) social, che mi era stato presentato come un luogo virtuale dove lui aveva conosciuto un paio di ragazze e passato alcune serate in compagnia, molto piacevoli e soprattutto non improntate al sesso (questione che veramente non mi interessa, e di cui non vado in cerca…)

Quindi mi sono iscritta, ci ho fatto un giro e capito che in realtà la maggior parte degli uomini che ci sono dentro sono sposati, fidanzati o Dio sa cosa…

Ma vabbè mi son detta, poco male, semplicemente li evito e passo oltre… ci sarà pure qualcuno che non sia qua solo per avere relazioni extra coniugali!!!

Ho continuato la mia ricerca, spinta a quel punto anche da curiosità statistica, quasi fosse diventato nella mia mente una sorta di studio sociologico…

Sono rimasta sconvolta quando tra le foto che occupavano lo schermo dello smartphone è comparso il marito di un’amica…l’ideale, per me, insieme, della famiglia perfetta…quello a cui aspirano i miei sogni di donna…

Ma che ci fa lui qui? Perchè la necessità di iscriversi ad un social così? Ma cosa cerca davvero la gente che si è iscritta?

Così sono andata a cercare su internet cosa veramente sia questo social e io che credevo che fosse una piattaforma dove poter conoscere ‘persone’ nuove ho scoperto che si tratta invece di un luogo virtuale che raccoglie domanda e offerta di incontri a carattere estemporaneo e mordi e fuggi, se entrambe le parti in causa sentono questa necessità…non si conoscono ‘persone’ ma “c***” e “f***”…

Mi sono sentita una sciocca e ho avuto la conferma di quanto sia ancora ingenua e dannatamente incapace di smettere di aver fiducia nelle persone e nella loro onestà…

Vedere il marito della mia amica a ‘caccia’ mi ha per l’ennesima volta delusa sulle reali capacità di sincerità e rispetto per se stessi e gli altri delle persone…

Non c’è speranza…

Cancello tutto…

Torno nel mio guscio…