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La mia famiglia è come la pizza

Succede che il mio cucciolo abbia da fare i compiti a casa.

Succede che debba leggere un racconto sulla famiglia.

Succede che in fondo alla pagina uno degli esercizi richiesti sia quello di scegliere tra tre immagini, una pizza, un’insalata e un gelato, quello che più assomiglia alla propria famiglia.

E lui risponde:

“La mia famiglia è come la pizza.

La mia mamma è la base di pasta, quella che regge tutto, quella che senza la quale la pizza non esiste.

Il mio babbo è il pomodoro perché per fare la pizza il pomodoro ci vuole.

La mozzarella sono i nonni perché sono morbidi e menci.

Gli zii sono le olive.

E io sono il salamino perché è piccante e perché  l’ingrediente messo sopra è quello che dà il  sapore a tutta quanta la pizza.

E il salamino mi piace.”

E così succede che io non mi sia sentita mai tanto fiera, orgogliosa e realizzata nell’ essere un semplice impasto di acqua, farina e lievito senza il quale però quel meraviglioso salamino piccante di mio figlio non avrebbe modo di dare un senso a tutto.

Il suo mondo racchiuso in un pizza, il mio a farne la base.

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni, e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi.” (Kahlil Gibran)

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Il cielo in una stanza (storia della buonanotte)

“Mamma, facciamo qualcosa insieme, prima di andare a letto?”

“Tesoro, è tardi adesso, dobbiamo dormire…”

“Uffa, io volevo fare qualcosa insieme a te, prima di andare a letto… Mi racconti una storia allora?”

“Inventiamola insieme una storia, prima di andare a letto, ti va?”

“Va bene. Io invento, tu scrivi…”

Ed eccola qua, la nostra storia della buonanotte…

(immagine dal web)

C’erano una volta una lampadina vecchia, la sua signora moglie e la loro figlia piccola, che un giorno vennero buttati via nella spazzatura.

Passò di lì poco dopo una ragazza che, mentre stava buttando il suo sacchetto nel bidone, vide che c’erano tre lucine che lampeggiavano come se chiedessero aiuto.

Decise allora di guardare meglio e quando vide che le luci venivano da una vecchia lampadina, la sua signora moglie e la piccola lampadina loro figlia, decise di salvarle e le tirò fuori di lì per portarle a casa sua.

Le appoggiò tutte e tre sul comodino decisa a controllare se funzionassero ancora o se le luci che aveva visto in fondo al bidone fossero state solo un’illusione.

Attaccò alla presa la lampadina più grande, che doveva essere il padre e…meraviglia!

Sulle pareti della stanza buia apparve la luna!

Attaccò subito allora la lampadina poco più piccola, la sua signora moglie e…meraviglia!

Sulle pareti accanto alla luna d’argento apparvero i nove pianeti splendenti dell’intero sistema solare!

Fremente di curiosità attaccò allora anche quella più piccola, la loro figlia, e tutto intorno alla luna e ai pianeti luminosi apparvero in ogni parte della stanza miliardi di stelle luminosissime!

Nella sua stanza adesso la ragazza aveva tutto quanto il cielo splendente di una limpida notte d’estate!

Quanto erano stati stolti i proprietari di quella famiglia di vecchie lampadine a gettarle nella spazzatura!

Dalle cose vecchie talvolta si possono avere tante sorprese nuove e inaspettate, basta solo volerle continuare a vederle con occhi ogni volta diversi, invece di buttarle via!

Elio e la mamma Elena