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Sei

(Horst P. Horst, ‘Mainbocher Corset’, 1939)

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Sei

nella dimensione 

del sogno.

Incastro perfetto

a cui appartengo.

Diventi vero

a momenti

ho le tue labbra.

I tuoi occhi

i tuoi capelli tra le dita

tu

nelle pieghe dei miei sensi.

Poi scompari e torna il sonno

in cui vivi i miei giorni

immerso

come sei

nella dimensione 

del sogno.

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Stavolta.

(immagine dal web)

 

Farò l’amore con te ad occhi aperti domani.

Ho bisogno di vederti.

Ho bisogno di guardare i tuoi occhi.

E ricordare ogni momento.

Forse sarà l’ultima volta che ti vedrò.

Forse sarà l’ultima volta che mi vedrai.

Non posso permettermi di cadere di nuovo.

Devo smettere prima di farmi male.

Stavolta.

Sta iniziando il temporale, devo mettermi in salvo.

Cadono le prime gocce, e io devo andare.

Prima che tutto diventi fango un’altra volta.

Devo  interrompere la catena.

Ti lascio andare, vorrei tanto tenerti.

Devo proprio andare.

Voglio guarire.

Stavolta.

Sere come questa

Ci sono sere come questa
In cui senti che non sei forte per niente
E aspetti una voce che non si sente
Vorresti accanto una presenza assente.

Ci sono sere come questa
In cui capisci che smettere di aspettare
Vale solo quando non hai voglia di dare.

E allora continui a sognare
Che qualcuno si accorga di quanto bella saresti da amare.

Ti lascio andare

(immagine dal web)

Ti lascio andare, sogno.

Apro la mano che teneva stretta
L’illusione di crederci ancora.

Non posso darti quello che vuoi
Non voglio quello che puoi darmi.

Torno a riprendere me
Dal grigio di una vita che la tua fulgida luce mi ha fatto vedere gloriosa e libera.

Non posso non voglio.
Non puoi non vuoi.

Adesso vivo.

Addio.

Addii sgualciti nel tempo

Corrispondenza immaginaria tra due antichi amanti.
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“Ciao, il tuo silenzio è assordante, ma non fa troppo male, ormai ci sono abituata. È una delle tante cose che proprio non comprendo la capacità di voi uomini di scomparire all’improvviso nel silenzio. Con me vi riesce molto bene. Oppure sono io che in qualche modo accetto che lo facciate. Quindi penso che debba cambiare qualcosa di me perché tutto ciò non si ripeta. Con te ho fallito di nuovo. Non rispondere per compassione o per dovere morale, non ne ho bisogno e non mi serve. Non spero che i tuoi affanni si siano fatti più lievi, so che non è possibile, spero solo che non siano diventati più pesanti. Io sono e rimango qua, vorrei mantenere la posizione, aspettare che la tempesta sia finita e darci una possibilità, ma francamente ne sto perdendo il senso o meglio giorno dopo giorno mi accorgo che assume quel sottile senso masochistico del farmi del male che a me piace tanto ma che non mi fa stare bene. Dammi almeno un motivo per continuare ad aspettarti. Aiutami a ricordare la meraviglia della sera in cui ci siamo conosciuti e ci siamo accorti che guardavamo nella stessa direzione. Io l’avevo vista così. Dimmi che ho sbagliato, che non è così anche per te e capirò che non avevo visto giusto. Parla con me. Il silenzio è mio amico se sono da sola. Se ho fatto entrare qualcuno nella mia vita non lo sopporto.”
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“Non sentirti sbagliata e non pensare nemmeno per un momento di commettere errori nei rapporti con gli uomini. Tu hai tutte le carte in regola: sensibilità, amore, dolcezza, comprensione. Questi silenzi fanno parte del lato oscuro del mio carattere. Sto attraversando un periodo difficoltoso della mia vita, che è capitato troppo vicino ad altro non meno doloroso del mio passato. Non ho energie nè la testa sgombra da pensieri cupi. Sono stanco, confuso e penso di mollare tutto e ritornare in giro per il mondo come un randagio. Non voglio trascinarti in questo imbuto che pensavo finito, non lo meriti. Credevo fosse tutto passato e che fosse iniziata per me una nuova parte della mia vita, contento di averti incontrata. Purtroppo non è così e la cruda realtà delle cose non mi stacca da meccanismi dolorosi. Non voglio farti del male e non mi sento pronto nè libero per offrirti quel sano rapporto che meriti. Non abbatterti. Sii serena e fiera della donna che sei. Ti abbraccio e bacio.”
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“Sai, non è fuggendo che risolvi le cose. Ma devi arrivare a comprenderlo da solo. Così come avresti potuto comprendere che io avrei potuto aiutarti. Per il semplice motivo che oltre a tutte le cose che hai detto di me, sono anche intelligente, forse più di tutto il resto. Anche parlare liberamente con me di questi pensieri senza aspettare che li ‘sentissi’ da sola forse ti avrebbe aiutato. Ma, ripeto, devi arrivarci da solo. Ti auguro buona vita. Magari in una delle nostre reciproche prossime vite ci rincontreremo. Ti bacio e ti abbraccio forte. Addio.”
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“Lo so, dovrei arrivarci da solo ma sono stufo di prendere musate e tutto sommato la vita che conducevo prima di tutta questa confusione è quella che più mi appartiene. Sei una donna molto intelligente, cerca di capire il mio disagio che non riguarda quello che è nato tra di noi ma è un problema che riguarda la mia vita. Devo analizzare bene tutto in solitudine come ho sempre fatto e capire dentro di me cosa succede. So bene che mi avresti potuto aiutare ma sono fatto così. Ho solo bisogno di risolvere le cose con me stesso fuori da ogni contatto. Ti porto con me nel mio cuore e nella mia mente.”
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“Sarà un onore occupare un angolino del tuo cuore e della tua mente, magari mi aiuterà a continuare a pensare che sia meraviglioso vedere le cose dalla ‘nostra’ prospettiva. Perché sai, per chi rimane è sempre più complicato e ho paura di arrendermi, prima o poi. Il  mare in inverno rimarrà tuo, nel mio cuore. Ti abbraccio forte e non vorrei lasciarti andare. Vai via, veloce. Farà meno male. Ti auguro di trovare la tua serenità, ovunque sia, perché la meriti. Mi spiace solo non poter avere il privilegio di essere al tuo fianco, quando la troverai. E adesso, davvero, addio.”

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