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E’ accaduto a me

È accaduto a me.

Che incorniciati dallo stipite angusto di una porta ci fossero due anime mai tanto vicine.

Come una musica.

È accaduto a me.

Che due corpi si stringessero nella soave danza di un abbraccio.

Anche i silenzi, lo sai, hanno parole.

È accaduto a me.

Che due mani si intrecciassero sul petto, a metà strada tra il cuore e la testa.

Quel buono di noi.

È accaduto a me.

Che ogni atomo del cosmo racchiuso in quello scatto di spazio fosse in immobile perfezione assoluta, come tempo sospeso.

Come domenica.

È accaduto a me.

Che il sentire si innalzasse sopra ogni cosa, tormento ed estasi, quasi fosse il fiato degli dei a sospingere i sensi.

Di sole e d’azzurro. 

È accaduto a me. 

È per questo che esisto.

È in questo che brillo.

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Lettere tra amanti – #3

(immagine dal web)

Mi addormento…

Sai, Anima Bella, la sensazione di te che più rimane sotto la pelle è il tuo tenere le mie mani mentre diventiamo un solo corpo e una sola anima.

E di tenerle ancora mentre ci addormentiamo stremati.

E mentre camminiamo vicini.

E mentre parliamo delle nostre reciproche vite.

E mentre viviamo insieme il nostro tempo…

“Restami accanto, parla con me, mangia un boccone con me, fai l’amore con me.”

Mi hai detto portando la mia anima a traboccare dagli occhi lacrime felici di commozione.

E io ‘sento’ allora, oltre la pelle, che tu me le stai tenendo davvero, le mani,

Al di là dello spazio, al di là del tempo, le mie mani dimorano placide tra le pieghe delle tue.

Ed è un intrecciarsi di vite, sotto la pelle.

La felicità non accade per caso.

La felicità è una scelta.

E io ho scelto te.

Lettere tra amanti – #2

(immagine dal web)

L’estate lentamente abbandona il tempo che ci è dato di vivere.

Tornerà l’autunno con la danza di foglie nel vento e l’inverno nel rigore del freddo, abbracciato stretto, dei cappotti.

Ci sarà dato da vedere, protagonisti e spettatori insieme, se la poesia che ha invaso le nostre menti, le nostre anime e i nostri corpi avrà il sapore dell’eternità ripetuta dei giorni o se sarà sopraffatta da dubbi, pensieri, domande, risposte… e silenzi.

Rimarranno, scolpiti immutabili e immutati nei ricordi, i solchi, dolci di melassa e profondi come gli abissi dove, lontano dal mondo, si stringono davvero le anime affini, di parole, e gesti, e sguardi, e pelle su pelle che hanno reso meraviglia sognante e sognata lo scorrere del nostro tempo insieme.

Riusciremo ad alimentare la fiamma fresca, leggera, effimera eppure così calda del fuoco che ci ha colpito, quando fuori sarà freddo e buio?

Proverò a soffiare lieve, finchè acconsentirai a che io lo faccia, sul tenero fuoco ardente che adesso ci avvolge, perchè non abbia timore di illuminare il cielo e scaldare i cuori. I nostri, poichè ne saremo pervasi e assetati come di acqua fresca nel sole, e quelli dei tanti là fuori, ormai spenti e cinerei, bramosi, come eravamo noi, di riaccendere disilluse speranze mai spente davvero.

Non voglio perdermi la stupefacente quanto insperata occasione di leggere la tua anima e infilarci, tra le tue righe, le parole scomposte della mia, almeno fino a quando mi darai il permesso di poterlo fare, con eleganti e doverosi rispetto e gratitudine.

Intanto, nel lento raffrescarsi delle notti di fine estate, regalo a te lo scoppiettante e meravigliosamente  luminoso crepitio delle esplosioni finali che lo spettacolo dei fuochi d’artificio della mia anima, accesi dalla miccia del tuo sguardo, fanno adesso nel cielo della mia vita, accendendolo di bagliori tremanti di gioia pura, riconoscenza, affetto, serenità, felicità… e amore.

Tua.

Appartenente, appartenuta, a te.

Lettere tra amanti – #1

(immagine dal web)

Cos’è la felicità, mio amato?

Esattamente non lo so, ma a me, piace definire la felicità come la sensazione di un attimo in cui tutto è in pace. L’istante in cui tutto è armonia.

So riconoscerla, quando la sento, fosse anche solo un attimo in un mare di rumore cacofonico e assordante.

Il tuo fiato che sfiora la mia pelle è armonia e perfezione.

I nostri corpi avvinghiati sono meraviglia dei sensi.  Talmente belli che vorrei essere un pittore e disegnarne i contorni e gli intrecci, per fermare così, per sempre, quella meraviglia su una tela di luci e ombre.

Il tuo odore che sento e riconosco intatto nell’incavo immediatamente sotto la fine del lobo del tuo orecchio, dove passano le vene che portano il sangue ad alimentare la tua mente, mi fa sentire a casa. Lì, dove voglio essere.

Il tuo cuore che batte sotto la mia mano intrecciata alla tua è in un istante il suono più bello che la mia pelle sia mai riuscita ad ascoltare.

Le linee della tua bocca che sembrano sorridere mentre riposi sono equilibrio perfetto delle forme.

In quegli istanti tutto è calma e silenzio, e armonia, e perfezione.

E io, in quegli istanti, sento, forte e chiara, la felicità.

Te

Arrotoli il filo del phon in modo diverso da me.

Sorrido.

Le nostre differenza si scoprono, si misurano, si assaporano, si mischiano.

Gioco dialettico antico e nuovo, di nuovo, per costruire identità condivise.

Dio è amore. L’amore è nei dettagli.

Dio è nei dettagli.

E i tuoi dettagli mi piacciono.

Scolpiti, come sono, tra testa e cuore. Da qualche parte. Lì.

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