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Te

Arrotoli il filo del phon in modo diverso da me.

Sorrido.

Le nostre differenza si scoprono, si misurano, si assaporano, si mischiano.

Gioco dialettico antico e nuovo, di nuovo, per costruire identità condivise.

Dio è amore. L’amore è nei dettagli.

Dio è nei dettagli.

E i tuoi dettagli mi piacciono.

Scolpiti, come sono, tra testa e cuore. Da qualche parte. Lì.

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Trentaprile

Inebetita, io

dai tanti istanti di felicità cristallina che mi hai regalato.

Non riesco a smettere di vestire il mio volto

di quel sorriso che dici piacerti tanto.

Costruisco l’album dei ricordi di questa giornata

che tu hai reso tanto ricca.

Di emozioni.

Di sensazioni belle.

Di sensazioni sulla pelle.

Di lacrime felici (che adoro su di me quando accadono).

Di luce.

Mi sei,

scolpito,

dentro.

 

Aprile

È una sensazione strana quella di guardare il mondo dalla grande finestra chiusa di una stanza di ospedale, nei giorni in cui il tuo fisico ha fatto un clamoroso crack.

Lo stesso panorama, dentro e fuori la stanza.

Dentro, l’ottuagenaria signora del letto accanto al mio ripete carinamente le solite domande sui miei genitori, su mio figlio, sul padre di mio figlio, e soprattutto sul ragazzo che mi ha accompagnata qui in ospedale.

Ci siamo conosciuti un mesetto fa, mi aveva portato al mare il giorno di Pasqua, lì mi sono sentita male.

Mi ha accudito, sorretto, tranquillizzato, fatto ridere, a tratti, per sdrammatizzare. Mi ha voluto bene insomma, senza quasi conoscermi.

Mi ha portata qui. Si è presentato come il mio compagno per poter venire a salutarmi, dopo aver aspettato ore su una sedia in sala d’attesa al pronto soccorso, prima che decidessero di ricoverarmi. Io dentro, lui solo, fuori, ad aspettare notizie per me.

È tornato a trovarmi ieri mattina, facendosi un’ora di macchina, presentandosi di nuovo come il mio compagno, aspettando che tornassi dalle visite, salutandomi al volo prima di rimontare in macchina e rifarsi tutti i numerosi km necessari per correre al suo lavoro.

Che strano modo di iniziare una relazione.

La signora Francesca dal letto accanto al mio mi chiede: “Il tuo ragazzo non viene oggi?”

E io rispondo che oggi non viene perché aveva degli impegni prima di andare al lavoro e non aveva il tempo di venire.

Però l’ho sentito, spesso, nelle ore interminabili dell’ospedale, non mi lascia sola a lungo… e mi ha mandato i saluti anche per la signora Francesca. Appena si sveglia dal riposino glielo dico.

Nella stanza accanto un signore tossisce, forte, giorno e notte.

Fuori dalla finestra ieri c’era il sole… oggi piove.

È arrivato Aprile.

È ora di merenda. Dopo vedrò di riposare un po’. Comincio ad essere stanca, ma avevo voglia di scrivere.

Stavolta.

(immagine dal web)

 

Farò l’amore con te ad occhi aperti domani.

Ho bisogno di vederti.

Ho bisogno di guardare i tuoi occhi.

E ricordare ogni momento.

Forse sarà l’ultima volta che ti vedrò.

Forse sarà l’ultima volta che mi vedrai.

Non posso permettermi di cadere di nuovo.

Devo smettere prima di farmi male.

Stavolta.

Sta iniziando il temporale, devo mettermi in salvo.

Cadono le prime gocce, e io devo andare.

Prima che tutto diventi fango un’altra volta.

Devo  interrompere la catena.

Ti lascio andare, vorrei tanto tenerti.

Devo proprio andare.

Voglio guarire.

Stavolta.

Parole

“Le parole sono importanti!” recitava Nanni Moretti in un passo del suo “Palombella Rossa”.

Personalmente credo che le parole davvero siano importanti, al punto da ferire come affilatissime armi o curare come il più efficace dei medicinali.

Sono in grado di elevare il genere umano al livello delle idee e contribuire a renderlo migliore, o spingerlo nel baratro della barbarie più abietta.

Condannano, o salvano…o entrambe le cose insieme.

Parole come “Devi smettere di umiliarmi” possono essere il primo passo per cambiare le sorti di due vite.

Una adulta mai cresciuta, una bambina, in crescita come la sua autostima.

Avevo bisogno di vederti… mi stavano scomparendo dalla memoria i lineamenti del tuo bel faccino. Avevo bisogno di rivederti.”

Ecco, questa può essere una bellissima dichiarazione di intenti.

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