E allora bisogna di nuovo far bene l’amore.

Ieri sera, alla fine di una giornata densa di lavoro, fatica, discussioni e contraddizioni mi sono seduta sul divano e fatto partire senza troppo voglia inizialmente, un film che avevo in cantiere, tra i tanti da vedere, da molto tempo. Contavo di addormentarmi, avevo voglia solo di spegnermi mentre le immagini e le parole sarebbero andate avanti da sole.

Invece “Midnight in Paris”, film del 2011 scritto e diretto da Woody Allen, mi ha catturato dalle prime note dello swing-jazz iniziale e trascinato nel suo mondo di parole, magia, musica, poesia e sogni.

Un capolavoro… assolutamente uno dei film più belli che Woody Allen abbia mai scritto e diretto.

Hemingway che parla di amore, morte, paura e scrittura è una cosa che ha fatto perdere un colpo al mio cuore.

Hemingway: “Non scrivi mai bene se hai paura di morire. Tu ce l’hai?”

Gil: “Sì, io direi che forse è la mia paura più grande.”

Hemingway: “Beh, è una cosa che a tutti prima di te è successa e a tutti succederà.”

Gil: “Lo so.”

Hemingway: “Hai mai fatto l’amore con una vera meraviglia di donna?”

Gil: “Beh, ecco, la mia fidanzata è parecchio sexy!”

Hemingway: “E quando fai l’amore con lei, senti una vera e bellissima passione che almeno per quel momento dimentichi la paura della morte?”

Gil: “No, no… Questo non succede.”

Hemingway: “Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l’amore. Devi pensarci.”

La magia del Natale

albero-di-natale-con-i-libri 1

(immagine dal web)

E’ quasi natale…di nuovo…

E di nuovo le corse, l’affanno, le cene, i regali, i supermercati, le luci, l’albero, i ricordi, la malinconia, le aspettative, le delusioni, le mancanze…

Ma c’è un momento, che è solo mio e in cui metto la mia personale magia del Natale, in cui mi fermo e penso alle persone che mi vogliono bene, a cui voglio bene, e impacchetto i regali.

Lo faccio di notte, dopo che il mio cucciolo si è addormentato, perchè per lui, e solo per lui, il Natale deve rimanere un’affare serio, una scintilla di sogno a cui credere fermamente…

Quindi appena il suo respiro si acquieta nel sonno tiro fuori i regali, quelli per lui e quelli dedicati a tutto il resto del mio mondo di affetti, dagli innumerevoli nascondigli sparsi per casa e con il mio sacchetto di carte e nastrini, scotch, forbici e spillatrice, mi metto al lavoro, come un folletto di Babbo Natale lasciato nel mondo, silente tutto l’anno, laborioso in una notte sola.

Non voglio mai che vengano fatti i pacchetti dalle fredde commesse indifferenti dei negozi sovraffollati di questo periodo, mi piace lavorarci su, modificarli, aggiungere o togliere qualcosa, trasformarli, renderli un pò miei, e quindi unici, diversi dagli altri.

E via via che scelgo le carte, passo i nastri, tiro i riccioli, annodo i fiocchi, penso alla persona a cui è dedicato il contenuto (spesso minuto e misero nel suo valore commerciale) del pacchetto ed è lì, in quel pensiero, in quel pacchetto fatto con le mie mani, con qualche minuto del mio tempo, con un colore, un abbinamento, un fiocco ogni volta diverso, una briciola per uno della mia creatività, che si nasconde la magia del mio Natale.

Poi nascondo tutto di nuovo, nell’oblio degli armadi, fino a quando non passa Babbo Natale, e il mio cucciolo, di ritorno da un’uscita strategica o la mattina appena sveglio non trova tutto quanto sotto l’albero e la magia si ripete, ogni anno, come ogni anno, finchè riuscirò a renderla reale agli occhi di un cucciolo di uomo che si merita di credere nei sogni e nella fantasia il più a lungo possibile.

Poi i regali che non sono per lui li mettiamo nel sacchettino e facciamo la distribuzione ai rispettivi destinatari, perchè Babbo Natale li ha lasciati a noi, perchè vogliamo bene a quelle persone, e anche se si è sbagliato a lasciarli sotto al nostro albero, sa che noi li porteremo a destinazione, aiutandolo nel suo duro lavoro di queste notti in volo, su una meravigliosa slitta tirata da renne, al suono tintinnante dei campanelli.

E’ quasi Natale…ecco che la magia si ripete…