Si sta, come d’autunno…

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(immagine dal web)

Il cielo ha iniziato a coprirsi di nuvole.

Cambia la luce del tardo pomeriggio di ritorno dal lavoro.

Tutto diventa più grigio, anche l’umore.

E l’influenza mi rincorre dall’ultima settimana di agosto, svegliata una mattina da una strana sensazione di freddo…addosso.

E  da allora il raffreddore chiude il naso, la tosse affanna il respiro, il muco invade le orecchie.

Vivo in una bolla sospesa nella quale non esistono odori, quasi non esistono suoni, non ci sono sapori e i respiri li sento dentro e rimbombano in gola.

In un certo senso è quasi piacevole…isolata dal mondo la mente pensa lucida, concentrata…

Ed è solo l’inizio dell’autunno…il peggio verrà…e sarà lungo arrivare al prossimo maggio.

Se l’uomo fosse stato concepito per l’inverno avrebbe avuto addosso pellicce come quelle dei gatti, spelacchiate e sottili in estate, folte e morbide nella stagione fredda.

Invece no, noi scalzi e gnudi, ma intelligenti, ci copriamo con abiti che abbiamo confezionato dalla notte dei tempi in modo sempre più perfetto per resistere alle basse temperature…

Ma io evidentemente non sono troppo svelta nel coprirmi, e al primo alito di vento il mio corpo cede…impreparato…

Vorrei andare in letargo…ma non si può…non si deve…non si fa…

Almeno rallentare, come fanno gli animali…preparare le ultime provviste e rallentare, fino a fermarsi nel proprio nido in attesa che il sole torni caldo.

Ma noi no, noi si corre, sempre, comunque…ci fermerebbe solo la febbre, e non sarebbe nemmeno detto…

Peccato che a me non venga mai.

Stavo bene a luglio…il caldo torrido era faticoso, lo ammetto, ma fisicamente stavo alla grande.

Voglio andare in letargo.