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Ci vorrebbe il mare

(Immagine personale)

La spiaggia libera è un luogo democratico.

Ci trovi l’arcobaleno colorato degli ombrelloni, disposti in modi e forme stravaganti, ognuna ad immagine e somiglianza di chi si accomoda sotto.

Ci trovi bambini, ragazzi, donne e uomini di ogni tipo. Bianchi, neri, italiani, stranieri, giovani e vecchi, affezionati della tintarella o abbarbicati al triangolo d’ombra del proprio spazio di sabbia.

Ci trovi costumi colorati delle forme più disparate, muscoli in mostra o ciccia strabordante. Ma senza protagonismo né vergogna.

Ci trovi famiglie di padri madri e figli, madri e figli da soli, padri e figli da soli, uomini che si tengono per mano e dimostrano con gesti consueti e attenti l’affetto che li lega, e donne che si tengono per mano facendo la medesima cosa.

Ci trovi persone che si vogliono bene e, di fronte al mare, se lo dimostrano e se lo promettono.

Ci trovi chi vende e chi compra, chi viene da lontano e chi è sempre stato qui.

Ci trovi quello che spesso lasci fuori di qui. Il metro di misura del rispetto, il metro di misura dell’educazione, il metro di misura della tolleranza, il metro di misura della serenità.

E poi ci trovi il mare, che bagna tutti allo stesso modo, incurante di qualsiasi differenza.

Il mare, che bagna tutto allo stesso modo e che porta con se, da paesi lontani, persone diverse che costringono le coscienze a interrogarsi su quanto uomini siano davvero quelli che il mare lo vogliono sì ma non per il carico di umana uguaglianza che porta con sé.

La spiaggia libera è esercizio di democrazia.

E poi, c’è il mare.

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Pensieri in vacanza

Le menti semplici, senza nemmeno saperlo, forse conoscono il segreto per la felicità.  Non si fanno domande e in ogni caso le risposte che si danno o che ottengono sono giuste, senza porsi il problema, senza chiedere di più. Vanno d’istinto…e raramente l’istinto sbaglia.

Eppure la gente si lamenta per tutto, per le vespe che ronzano troppo vicine, per l’ombrellone che questo era il mio e  invece adesso ci sei tu, per il mare troppo mare, per il vento troppo vento, per il buffet che era meglio da un’altra parte. E non si accorgono che le vespe son pure belle e non le vedresti se non ti fossero vicine. Che c’è un ombrellone vuoto a due passi e con ha senso fare i prepotenti, tanto meno qua, tanto meno al mare, tanto meno in vacanza…datti una calmata… Che il mare è il mare ed è una meraviglia che non ti spieghi comunque sia e che il vento idem. Che il buffet, se era meglio da un’altra parte potevi tornare lì, ma forse il viaggio di nozze te lo sei già fatto coi soldi dei parenti l’anno prima…e sappi che ti è già andata di culo…e se adesso sei nel posto dove sono io vuol dire che non navighi nell’oro e le cose non ti vanno granché e allora non ti lamentare, accontentati di poter esserci venuto al mare a sfoggiare la tua buzza flaccida, esattamente come la mia. E  allora datti una calmata, rilassati, e prova a godere di quello che hai.

E ci sono i bambini pieni di sabbia che sembrano cotolette impanate pronte per andare in padella che ridono e giocano insieme e sono tutti amici prima ancora di aver chiesto come si chiamano, che il nome alla fine non è nemmeno poi così importante. La cosa importante è essere amici e scambiarsi palette e secchielli nei turni per andare a prendere l’acqua a riva per poi costruire piste e castelli e draghi e buchi e gallerie. E ridono e giocano. E in fondo a tutto il mare.

E poi c’è lui col quale vivo questa manciata di giorni di assoluta complicità, consapevole che non mancano poi troppi anni al momento in cui quello che potrò offrirgli non sarà più abbastanza e avrà bisogno di stimoli nuovi, di posti nuovi, e chissà… Ma intanto lui ride e tanto, fino quasi a farsela addosso, e mi dice “Mamma posso darti un abbraccio?” E mentre si stringe dentro al mio di abbraccio, offrendomi il suo: “Mamma, ti voglio bene.” E io sono felice. Ma non tanto per dire…sono proprio felice. Felice.

A cosa servono le rane

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(immagine dal web)

Un pomeriggio assolato di mezza estate…una spiaggia…un bambino e la sua mamma…

“Guarda cosa ho trovato!” dice la mamma al bambino, richiamandone l’attenzione su un sasso piatto, di quelli che con maestria a lei sconosciuta qualcuno riesce a far rimbalzare sull’acqua…

Il bimbo lo prende, corre a sfiorare l’acqua coi piedini e lo lancia in acqua.

Il sasso affonda.

La mamma ne cerca altri e li porge al bambino che intanto le è tornato incontro, dando le spalle al mare, con in volto dipinta una faccia interrogativa.

“Prova a tirare questi, c’è una tecnica, il babbo ci riesce…prova a muovere il polso così.” e cercando di copiare i movimenti del polso di chi riesce a farli rimbalzare davvero i sassi sull’acqua, la mamma mostra al bambino un goffo mimo di un lancio.

“Ma ci sono le rane nel mare?” chiede allora il bambino.

La mamma con aria stupita risponde: “No, nel mare ci sono i pesci…perché? ”

“Non c’è una tecnica, mamma…Il babbo ci riesce nel lago perchè ci sono le rane sotto che prendono il sasso nella testa…la prima salta e lo passa alla seconda, poi la seconda salta e lo passa alla terza e così via…ma qui non siamo nel lago, siamo al mare e le rane nel mare non ci sono…ci sono i pesci…e i pesci non lo fanno”

La mamma sorride di un sorriso sereno, arrendendosi alla logica della fantasia, in cui non esistono sensi di colpa, obiettivi da raggiungere, senso di incapacità, sforzi e frustrazioni…

Nel mondo dei bambini è tutto così… semplice…

Abbraccia suo figlio e consegna nelle sue manine i sassi piatti raccolti per lui…

Il bimbo li prende, corre a riva, e li lancia tutti insieme nel mare…

Affondano tutti, ovviamente…ma solo perchè, nel mare, non ci sono le rane…

                                      

Ode al coraggio

Porta_per_l__Europa

(immagine dal web)

 

Muoiono in tanti

lasciano lidi di stenti,

poi notte onde mare freddo paura attesa

 

Una luce, si tendono ad essa 

poi acqua, ovunque, che strappa la vita

mentre invade sogni speranze cammini respiri lacrime

 

Muoiono salvando

per noi il coraggio

di non darsi per vinti mai

 

Rimane per noi l’onore

di provare a vivere 

con la fortuna che abbiamo 

 

Di essere vivi

di qua

oltre la notte e il mare

 

E ora silenzio.

Io SONO

Schermata da 2014-10-06 22:39:05

(immagine dal web)

 

Senso di pace assoluta

nelle sfumature che confonde

in indaco i confini di cielo e terra

 

I ciottoli avanzano tirati dal mare

 

Io SONO uno di quei sassi

 

Avanti mi porterà la nuova onda

 

E.

 

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