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‘Non ce la faccio piùùùùùùùùùùùù…’

Ricordate Magda…la mitica Magda del film ‘Bianco, rosso e…Verdone’ del 1981?

Io sono un paio di giorni che sono come lei…’non ce la faccio piùùùùùùùùùùù…’!!!

E stasera vi racconto come mai…così magari mi sfogo un pò…e riesco ad andare a dormire un pò più serena…

Lavoro in un negozio, con le commesse facciamo i turni, e anche le ferie sono distribuite un pò in qua un pò in là nell’arco dell’anno…

Appena mi trovo un paio di giorni liberi, o riesco ad organizzare un’andata e ritorno anche nello stesso giorno con il treno, parto e raggiungo la persona che amo…che abita a circa 200 km da me…e riprendo il fiato, stacco la spina…faccio il pieno di amore, coccole e dolcezza per riaffrontare un altro periodo di grigia normalità tra un incontro e il successivo…

Immaginatevi quindi l’organizzazione della fuga quando so di avere una settimana di ferie…non vedo l’ora di raggiungerlo, con il mio bimbo, per trascorrere un pò di tempo insieme, senza dover continuamente guardare l’orologio per non perdere il treno che mi deve riportare a casa…

Dal piano ferie avevo una settimana di ferie a febbraio, dal 2, domenica per la precisione…e una a marzo da ieri, sabato 1…

Arriva febbraio, arrivano le ferie…organizzo per raggiungerlo mercoledì 5 intorno alle 19.40…

Iniziano le coliche alle 14…

Un dolore fortissimo…pari al travaglio di un parto…su tutto l’addome, da sotto lo sterno fino al pube e dietro in alto in corrispondenza dei polmoni…una cosa da non stare in piedi…

Chiamo il 118…mi portano all’ospedale, e ci vogliono 4 flebo di antidolorifici, per smettere di contorcermi e comprendere che la dottoressa mi diceva che si era trattato di una colica di aria, che mi avrebbero tenuto in osservazione anche per la notte, ma non c’era posto in reparto, che avrei dovuto passare la notte al pronto soccorso, che se ce la facevo però potevo tornare a casa, con una serie di pillole da prendere e una puntura di antidolorifico da fare se fosse tornato il dolore forte…

Torno a casa, niente viaggio…

Cammino per un paio di giorni come una puerpera che ha appena partorito appunto…il dolore continua, ma è sopportabile, dieta rigorosa in bianco, e via andare…

Invece di andare io mi raggiunge la persona che amo…il mio compagno, per stare con me, convalescente, venerdì e sabato…clima tesissimo in casa, perchè io vivo con i miei, purtroppo, dopo la separazione dal padre di mio figlio…e i miei genitori pensano che io per il bene del bambino non meriti di ricrearmi una vita con una persona che mi voglia veramente bene…

Ma avevo il mio amore con me…e mi sembrava di star meglio…finchè sabato mattina ritornano le coliche…dolore di nuovo fortissimo…mi faccio la puntura antidolorifica…e il dolore anzichè diminuire aumenta…

Chiamo la guardia medica, che arriva, mi visita, mi dice che si tratta di appendicite, mi fa la richiesta per tornare al pronto soccorso, di corsa, se il dolore non passa nella successiva mezz’ora…

Ma il dolore passa…il mio amore mi lascia e riparte per tornare a casa…io martedì rientro al lavoro…

Diverse visite dal dottore dopo, analisi del sangue e 90 euro di ecografia…si scopre che ci sono i calcoli alla cistifellea…e, giusto per non farsi mancare niente, anche l’appendice è realmente infiammata…e tutt’ora vado avanti con le medicine ad orari stabiliti, tra pillole gastroprotettive, antibiotici e acido ursodesossicolico…e si continua con la rigorosa dieta in bianco…. 😦

‘Ma le nuove ferie ci sono a Marzo’ mi dico io…’non manca molto…’

Già durante le ferie di Febbraio il mio compagno, bassista professionista, si era offerto di accompagnarmi a prendere il mio primo basso elettrico, trovato usato sotto Roma ad un prezzo conveniente…avevo organizzato il ritiro…ma niente…

‘Ma le nuove ferie ci sono a Marzo’ mi dico io… anche per la questione del basso…’non manca molto…’

Nuove ferie a Marzo…da sabato 1…

Giovedì scorso prenoto il treno…riusciamo a viaggiare io e il mio bimbo insieme…cosa che non capita spesso, perchè il fine settimana normalmente lo passa con il padre…avviso anche l’asilo del bimbo che sarà assente la prossima settimana perchè ce ne andiamo qualche giorno via…

Finalmente riesco a rivedere la persona che amo… non vedo l’ora di poterlo riavere tra le braccia, di toccarlo, accarezzarlo…guardare e perdermi nei suoi occhi dolcissimi…

Riorganizzo anche con il tipo che mi vende il basso per vedersi ieri nel pomeriggio…

Ma………………..

Giovedì notte il bimbo inizia a vomitare…passa tutta la notte tra vomito e diarrea feroce…tanto che mi ero vista di chiamare di nuovo l’ambulanza da come era diventato bianco e totalmente privo di forze…quasi mi sveniva tra le braccia…

La notte passa insonne per me…ma soprattutto tremenda per lui…

La mattina continua a vomitare e ad avere la diarrea…chiamo la pediatra…

‘E’ un virus…in questi giorni qua da me c’è stata la processione!!!’

Cinquanta euro in farmacia in tutta una gamma di fermenti…il bambino smette di vomitare venerdì nel pomeriggio…

Annullo il biglietto del treno…19 euro che mi rimborseranno…ma me le rimborseranno???

Con uno scoraggiamento e una malinconia indescrivibile avviso la persona che amo, che sabato 1 marzo non posso partire…e non so quanto tempo ci vorrà perchè il bimbo possa essere in condizione di viaggiare…

Lui, con una dolcezza che conosco ma di cui ogni volta me ne stupisce la profondità, si offre di fare il viaggio da solo fin sotto Roma, per andare a prendere il basso per me…e anticiparmene il pagamento…

Io lo amo, lo adoro, e lo ringrazio infinitamente…ma soffro per la sua assenza…per la mancanza che mi logora…vorrei essere in qualunque angolo di tempo e spazio, ovunque…ma con lui…

Nel frattempo il bimbo ieri sta un pò meglio…e comincio a riprogettare il viaggio per martedì…

Esco nel pomeriggio per andare a fare un pò di spesa…torno alle 19… e il bimbo ha la febbre…di nuovo vomita…e torna la diarrea…

E si allontana anche il miraggio di poter partire martedì…

Stare tutto il giorno con i miei genitori in casa è una tortura…ogni cosa che faccio, per me o per il bimbo non va mai bene, e questo anche in situazioni di normalità…figuratevi ora che il bimbo non si sente bene…. lo lascio dormire e non va bene… cerco di tenerlo un pò in piedi perchè digerisca più facilmente quel poco che mangia, in modo da limitare che lo vomiti…e non va bene…assecondo la sua già scarsissima voglia di mangiare e ‘ma era meglio se‘…gli facevi il tè…se gli ho fatto il tè ‘ma era meglio se’ gli davi i biscotti…gli ho dato i biscotti ‘ma era meglio se’……………………..

Sabato rientrerò al lavoro…e sicuramente per allora staremo tutti bene…

…tutti bene…tranne la parte più intima e profonfa di me…

E allora…porca di quella lurida @#[]@$%)!£@#[@@?^?@@!!!!

‘NON CE LA FACCIO PIU’U’U’U’U’U’U’U’U’U’U’…..’ !!!!!!

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Un tranquillo week-end… di ordinaria follia!

 

Capita che quello che hai organizzato per essere un tranquillo week-end con la persona che ami si trasformi in un insieme di situazioni decisamente fuori dall’ordinario… non tanto per il singolo episodio in sè…quanto per come decidono improvvisamente di concentrarsi in meno di 24 ore tutta una serie di strampalate coincidenze al limite della follia…che alla fine della giornata ti fanno dire ‘meno male che è finita…ma è finita davvero???’…

Vi racconto il mio ultimo week-end, e nel dettaglio la manciata di ore tra le 20:37 dello scorso sabato, e le 20:45 della scorsa domenica.

Avevo prenotato il treno delle 21:08, da prendere di corsa dopo il lavoro, per arrivare alle 22:23 alla stazione dove io e il mio compagno avevamo fissato di incontrarci…

Esco dal lavoro alle 20:37…orario perfetto…acchiappo al volo un bus che mi porti alla stazione di partenza…con la bronchite in arrivo non volevo farmi il breve percorso a piedi, ma ero in orario, volendo, anche per la passeggiata…

Passano 2 fermate del bus…controllo in borsa di non aver dimenticato niente…cosa che faccio di abitudine appena finito di lavorare…sempre…e mi accorgo di aver dimenticato al lavoro una cosa importantissima…

Il cervello comincia a viaggiare a tutta velocità vagliando le varie possibilità che potevo avere in quel momento…e alla fermata successiva sono fuori dal bus…penso: ‘torno indietro…sistemo tutto…e ritorno alla stazione…ce la faccio…ce la devo fare…e maledetta me che ho aspettato 5 minuti prima di controllare la borsa, che invece di solito lo faccio subito…’…e tutto questo mentre corro letteralmente, sotto la pioggia, senza ombrello che mi avrebbe rallentato…evitando di preoccuparmi di scansare le pozze di acqua…e tutto con la bronchite in arrivo…

Ritorno al lavoro…prendo quello che avevo dimenticato…l’orologio segna le 20:55… io già non respiro più dal male che mi fanno i polmoni…ritorno alla fermata del bus e controllo l’orario degli ultimi bus in arrivo…20:55 uno…ma non passa… 21:03 l’altro…penso: ‘ce la faccio, dai che ce la faccio…’

Si fanno le 21:03…l’autobus non passa…allora ricomincio a correre per raggiungere la stazione di nuovo a piedi, sotto la pioggia, senza ombrello che mi avrebbe rallentato…evitando di preoccuparmi di scansare le pozze di acqua…con la bronchite in arrivo…pregando tutti i dii esistenti o meno che il treno (un IC, mai puntuali, sempre in ritardo), fosse in ritardo anche stavolta…

Arrivo in stazione…molle, senza fiato, sudata…ore 21:10…

Sul display il treno che ho prenotato è ancora segnalato…penso: ‘dai! ce la faccio!’… binario 6, il più lontano dall’ingresso della stazione…ancora corro, salgo le scale…il treno parte mentre il mio viso diventa in grado di vedere l’orizzonte della piattaforma dei binari…

Provo a respirare…il cervello ricomincia a valutare tutte le opzioni che posso avere…e la più valida è intercettare il treno alla stazione successiva, dove sapevo si sarebbe fermato per una ventina di minuti per un cambio di locomotiva dalla testa alla coda del treno…istantaneo controllo del monitor dei treni in partenza…21:12 un treno in partenza al binario 3…corro, di nuovo giù e su per le scalinate…ma mi parte sotto gli occhi anche quello…

Allora chiamo il mio compagno, che doveva venirmi a prendere alla stazione di arrivo, che da casa mi controlla via internet i percorsi in tempo reale dei treni metropolitani che in quel lasso di tempo potevano portarmi alla stazione dove intercettare il mio IC…e sto ancora cercando di continuare a respirare…

Treno regionale in ritardo di 20 minuti, partenza ore 21:20…lo prendo…l’IC ripartiva dopo il cambio della locomotiva alle 21:42…penso: ‘ce la posso ancora fare…’

Vado dal capotreno…vengo a sapere che il treno deve fermarsi in tutte le stazioncine sperdute che trova nel suo percorso, prima di arrivare al mio punto di scambio…l’arrivo è previsto per le 21:52…penso: ‘cazzo!!!solo 10 minuti!…speriamo che l’IC abbia dei problemi nell’aggancio della locomotiva…’

Al capotreno chiedo se sia possibile avvisare il capotreno dell’IC…che mi aspetti, fin quando possibile…e il capotreno chiama!

Ma niente…arrivo in stazione…e stavolta non c’è neanche bisogno di correre…l’IC…il mio treno…è ripartito mentre il metropolitano entrava in stazione…

Soluzione alternativa: un regionale in partenza alle 23:18…convinco il mio compagno, che sarebbe partito di volata in macchina per venirmi a prendere e gli ci sarebbero volute comunque 2 ore…che non era necessario…nonostante l’ambiente decisamente poco raccomandabile della stazione in orari notturni, mi sarei fermata al Mc Donald’s a mangiare una schifezza qualsiasi e avrei aspettato al caldo la partenza del treno dell’ultima speranza…

Mi infilo al Mc Donald’s, sconvolta…mi siedo…in un posto abbastanza vicina alla guardia notturna addetta alla sorveglianza…penso: ‘non si sa mai…’…mangiucchio…bevo…prendo le medicine…

Mi guardo intorno e osservo tutta la varia umanità che si raccoglie in un fast-food della stazione nell’ultima ora del giorno…altro che blog…c’era talmente tanto materiale umano, tanta vita, tanti pensieri, religioni, viaggi, partenze, arrivi racchiusi in uno spazio così stretto nel cuore della notte…che potendoli fissare tutti su carta ne verrebbe fuori un libro meraviglioso!

Da un tavolo accanto mi si avvicina una signora anziana, che sembrava abbastanza normale, nonostante lo sguardo un pò spento…e quasi ‘vis a vis’ mi sussurra:

‘si vede che sei stanca…è da stamani che lavori…e non hai ancora finito…’

e io penso: ‘ecco, ci mancava solo questa che mi ha preso per una baldracca!…’

e lei alzando il tono della voce e allontanadosi dal mio viso: ‘si vede che sei giovane! non ti arrendere! vai avanti e lotta! vedrai che ce la fai! vai avanti!!!’…poi mi saluta e va…

Ricambio il saluto, e a metà tra l’incredulo e il divertito incontro lo sguardo della guardia notturna, che alza le spalle, sorride, e mi dice: ‘sembra normale a vederla…ma poi!…’

Sorrido anch’io…mi rivesto, riprendo le mie borse…e sono quasi le 23:00…

Mi avvio al binario e cerco il capotreno del treno delle 23:18 per chiedergli se potevo salire con il mio biglietto del famoso IC…salgo…mi siedo, sono le 23:10…finalmente parto…

Arrivo a destinazione e incontro la persona che amo alle 00:50…nel suo abbraccio la giornata è finita…

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Il ritorno è fissato per il giorno successivo, domenica, IC delle 18:08…

Puntuale anche stavolta…mannaggia…avrebbe fatto comodo una mezz’oretta di ritardo, per rubare un altro abbraccio e un altro bacio…e qualche sguardo ancora…e una carezza…

Invece niente…il saluto, il distacco sono frettolosi e crudeli…

Mi siedo…la bronchite mi sta soffocando…

Il treno dovrebbe arrivare alle 19:50…l’ultimo autobus dal capolinea della stazione, per tornare a casa ed esser presente al rientro del mio bimbo che ha passato il fine settimana con il padre, parte alle 20:10…

MA…

Il treno salta la fermata alla stazione dove devo scendere!!!

MA POSSIBILE CHE UN TRENO SALTI UNA STAZIONE???

NON E’ MAI SUCCESSO!!!

Noi passeggeri sul treno ci guardiamo smarriti, increduli…scoppiano le risate isteriche…

Ma dovevate vedere le facce e le mani alzate della gente ferma sul binario della stazione che si era vista passare il treno a diritto!!!!

Tutto valeva lo stupore di quelle facce!!!

Il treno si ferma nel nulla…il capotreno, che non si era accorto di niente ed era stato richiamato alla realtà della situazione eccezionale da noi viaggiatori, comincia ad andare in su e in giù lungo gli scompartimenti, avvisando che SE fosse stato possibile il treno sarebbe tornato INDIETRO in stazione…

Passano una decina di minuti buoni fermi nel nulla e intrappolati dentro al treno appena fuori dalla stazione…e il treno lentamente fa marcia indietro ed entra in stazione…di culo…non mi era mai successo!

Scendo dal treno, finalmente…impagabili le facce di quelli che ne avevano atteso la fermata…e poi se lo erano visto tornare indietro a prenderli!…

Sono le 20:07…l’autobus parte alle 20:10…

Penso: ‘ce la faccio!…nonostante tutto ce la faccio!…’ e una signora scesa dal treno insieme a me, correndo con il suo trolley accanto a me (che ancora non respiro causa l’inizio di bronchite di cui sopra…), in direzione delle scale di uscita mi dice: ‘dopo questa…può ancora succedere di tutto!…la giornata non è ancora finita!…penso: ‘a me manca solo da prendere il bus…ma sono in tempo…’

Mai mio pensiero era stato così poco profetico!!!

Esco dalla stazione…ore 20:08…chiedo a due ragazzi alla fermata se fosse per caso partito il bus che dovevo prendere…e loro mi rispondono: ‘sì, l’abbiamo visto partire un minuto fa!’…

NON E’ POSSIBILE!!!

L’ULTIMA CORSA DELLA GIORNATA, DELLA DOMENICA, PARTE DAL CAPOLINEA CON 3 MINUTI DI ANTICIPO!!!

L’AUTISTA, DESIDEROSO DI TORNARE VELOCE A CASA HA DECISO DI PARTIRE PRIMA!!!

Incazzata come una iena, ma ormai votata alla calma zen, comincio a cercare qualcuno della compagnia di autolinee che possa darmi delle spiegazioni e fornirmi un’alternativa…ma ovviamente non c’è nessuno!…è partito prima anche l’autista dell’ultima corsa pur di levarsi di culo!!!

E sono ora le 20:10…

Non ho alternativa…non posso andare a piedi…devo essere a casa per le 21:00 che torna il mio bimbo…sono costretta a prendere un taxi…

Salgo…fortunatamente non gigiona…mi porta a casa…

Sono le 20:25…e 19 euro e 80 di taxi per un quarto d’ora di viaggio…in tasca avevo solo 20 euro…

Rientro in casa…penso: ‘è finita…la giornata è finita’

Riabbraccio il mio bimbo…