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La 25° ora

Nell’ora inattesa

tra il giorno ed il sogno

lo specchio riflette

contorni sfumati.

    Viso stanco e ombre di muscoli tesi

    a sorreggere mondi

    di pensieri presenti

    e sogni spenti.

Luce e ombra

si sfiorano lievi

come un bacio

tra vita usata

e desideri attesi.

    Si accenna un sorriso

    pago di quello che è stato

    curioso di quel che sarà.

Attende la vita

che il sogno scavalchi

lo spazio del buio

per nascer di nuovo domani,

infilarsi nel mondo

e spegnersi nel tempo di un giorno.

    La notte, ogni notte

    nuova linfa darà

    al sogno che sogna

    diventare

    finalmente

    realtà.

E.

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Nel suo respiro

.

Nel suo respiro,
placido,
si ferma
ogni rumore,
si riempie
ogni silenzio.

.
Nel suo respiro,
dolce,
si calma
ogni tormento.

.
Sonno giunge,
pesante,
senza sogni.

.
Li lascio a lui,
preziosi,
casti,
fanciulli,
vivi,
veri.

.
Racchiusi,
nel suo respiro.

 

E.

LIBERTA’ – Paul Éluard (1895-1952)

Una fredda notte di Gennaio, il divano, l’ultima sigaretta prima di andare a dormire, un giro di tv, un film, “Maps to the stars”, David Cronenberg, paranoico, visionario, profondo come una trivella che mescola i luoghi oscuri dell’anima.

E una poesia di Paul Éluard, ripetuta in modo ossessivo, paranoico, visionario esso stesso.

E le parole diventano ricordi, visioni, pensieri fluttuanti, catarsi, metafore oscure eppure chiarissime illuminate dal faro solido di quello che è stato, che illumina adesso la strada dei passi presenti e segna il percorso di quel che sarà.

E’ per questo che amo la notte, e il silenzio, e il buio.

Di notte si respira libertà.

E anche i mostri di oggi e i fantasmi di ieri escono allo scoperto, liberi pure loro, nel silenzio e nel buio.

Ma adesso li vedo, non fanno paura.

“E in virtù d’una parola
 Ricomincio la mia vita
 Sono nato per conoscerti,
 Per chiamarti

 Libertà”

Le parole sono importanti, hanno un potere assoluto e fortissimo.

Questa poesia le scatena come potente formula magica.

L’ho trovata nella notte, e nel silenzio, e nel buio.

Ve la offro, in un pomeriggio come tanti di un inverno qualunque, immerso nel ghiaccio.

 

LIBERTÀ

 

Sui quaderni di scolaro
Sui miei banchi e gli alberi
Sulla sabbia sulla neve
Scrivo il tuo nome

Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome

Sulle immagini dorate
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Scrivo il tuo nome

Sulla giungla ed il deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sulla eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome

Sui miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome

Su tutti i miei lembi d’azzurro
Sullo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nome

Sulle piane e l’orizzonte
Sulle ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nome

Su ogni alito di aurora
Sulle onde sulle barche
Sulla montagna demente
Scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori d’uragano
Sulla pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
Le campane dei colori
Sulla verità fisica
Scrivo il tuo nome

Sui sentieri risvegliati
Sulle strade dispiegate
Sulle piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome

Sopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Scrivo il tuo nome

Sopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome

Sul mio cane ghiotto e tenero
Sulle sue orecchie dritte
Sulla sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome

Sul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Sulla santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome

Sopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più su del silenzio
Scrivo il tuo nome

Sopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Sulle mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome

Sull’assenza che non chiede
Sulla nuda solitudine
Sui gradini della morte
Scrivo il tuo nome

Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Sull’immemore speranza
Scrivo il tuo nome

E in virtù d’una parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti,
Per chiamarti

Libertà

Paul Éluard (1895-1952)

Notte di luna

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(immagine dal web)

Mostri popolano la notte
Veglia su anime gentili
L’algida luna
Protegge sogni senzienti
Silenti pensieri tristi

E.

C’è crisi…c’è grossa crisi…

<<Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo.

La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso.

La creatività nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura.

E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.

Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.

Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel non trovare soluzioni.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia.

Senza crisi non ci sono meriti.

E’ nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza.

Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo.

Invece di questo, lavoriamo duro!

L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.>>

(Albert Einstein)

Caro caro Albert…quanta verità in questo tuo pensiero!

Che poi, voglio dire… mica sei diventato Einstein per niente!

Qui c’è grossa crisi…come diceva ‘Quelo’, il personaggio comico creato da Corrado Guzzanti una ventina (lo dico a occhio…) quasi di anni fa…

Ma non hai idea di quanto stia lavorando duro, in questa manciata di giorni che chiudono l’anno, per superarla…ed è una battaglia che combatto tutti i giorni, nella vita pratica per accaparrarmi un nuovo lavoro e mantenere ben saldi i miei punti fermi, conquistati con tanta emorragica fatica, e nello spazio metafisico della mente per superare i limiti dei miei pensieri, del mio sentire…

Ma sento il germe del ‘progresso’ che si agita…sento che ci sarà una crescita, un miglioramento, un cambiamento…

Tu dici “Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.”

Io attribuisco le mie sconfitte e i miei errori solo a me stessa…non ho più nessuna intenzione di violentarmi da sola…cosa che ho fatto per tanto e tanto tempo in tutti gli ambiti in passato…nè tantomeno il mio ‘talento’, del quale, seppur misero, sono adesso presuntuosamente fiera e consapevole!

Non rispetto i problemi…piuttosto ne ho coscienza…e mi adopero per trovare le soluzioni…maldestramente, lo ammetto… ma ci provo, con immenso dispendio di energie fisiche e mentali…ma non mi risparmio…

Forse la crisi mi serviva…per raccogliere le forze e rinascere farfalla, dopo esser stata bruco tanto a lungo…

“La creatività nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura.”

E allora che sia notte adesso, e ansia e preoccupazione…perchè domani possa finalmente essere il giorno più lungo e splendente della mia vita!

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