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ParolePromesse

(immagine dal web)

I bambini credono a tutte le parole che escono dalla bocca degli adulti.

E allora quasi ogni cosa diventa una promessa di cui si ricordano e dalla quale vengono in qualche modo feriti nel caso venga disattesa.

Sappiate che esistono anche adulti per i quali vale lo stesso discorso.

Chiamateli ingenui, chiamateli creduloni, chiamateli puri di cuore, chiamateli come volete.

Ma esistono persone per le quali le parole sono importanti perché loro attribuiscono ad esse il valore di verità assoluta, fino a prova contraria, di una promessa, appunto. Proprio come i bambini.

E come i bambini ne rimangono feriti se quelle parole vengono disattese.

Sono le persone che continuano a dare fiducia incondizionata agli altri, una fiducia che rimane tale e inviolabile fino a quando i fatti non dimostrano che l’altro non attribuiva a quelle parole la medesima importanza di chi le aveva accolte e custodite come tesoro, come germoglio di speranza, come promesse.

Quando l’incantesimo della fiducia e la verità delle parole viene meno, allora quelle ingenue persone dall’animo semplice come bimbi si chiudono a riccio a proteggere la ferita che la promessa disattesa ha aperto nella loro anima.

E non c’è più niente da fare.

Non si recupera più.

Usate con cautela le parole con chi conserva l’animo nobile dei bimbi.

E soprattutto non declinate verbi al futuro se non siete certi di tener fede alle promesse sottese ad essi.

Le parole sono importanti, le promesse ancora di più.

Perché, come diceva Charlie, alias Bud Spencer nel film “Chi trova un amico, trova un tesoro”: “non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo”.

Non fate in modo che un buono lo diventi.

Dalla cattiveria non nasce niente. Dalla bontà sgorga l’amore.

Fate attenzione, abbiate cura delle parole. Non usatele a caso.

E soprattutto, non fate promesse. I bambini le ricordano. Alcuni adulti anche.

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Dita intrecciate

dita intrecciate

(immagine dal web)

 

Perchè cerchi la mia mano?

Perchè intrecci le tue dita alle mie?

Cosa vuoi dire? Cosa non dici?

Perchè punti i tuoi occhi nei miei?

Cosa cerchi? Cosa vedi?

I gesti sono importanti

Non meno delle parole.

Dicono frasi taciute

Svelano mondi nascosti

Mentono anime incerte.

Facile con le parole

Accordare la lingua

Comprendere il senso.

Ma i gesti?

Solo anime affini

Comprendono gesti univoci.

Gli altri ascoltano solo

Accordi stonati.

 

E.

Vocabolari perduti

Sogno vocabolari perduti che possano esprimere alcune delle cose che non possiamo più dire.
(Jack Gilbert – I dialetti dimenticati del cuore)

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(immagine dal web)

 The Forgotten Dialect Of The Heart

How astonishing it is that language can almost mean,
and frightening that it does not quite. Love, we say,
God, we say, Rome and Michiko, we write, and the words
get it all wrong. We say bread and it means according
to which nation. French has no word for home,
and we have no word for strict pleasure. A people
in northern India is dying out because their ancient
tongue has no words for endearment. I dream of lost
vocabularies that might express some of what
we no longer can. Maybe the Etruscan texts would
finally explain why the couples on their tombs
are smiling. And maybe not. When the thousands
of mysterious Sumerian tablets were translated,
they seemed to be business records. But what if they
are poems or psalms? My joy is the same as twelve
Ethiopian goats standing silent in the morning light.
O Lord, thou art slabs of salt and ingots of copper,
as grand as ripe barley lithe under the wind’s labor.
Her breasts are six white oxen loaded with bolts
of long-fibered Egyptian cotton. My love is a hundred
pitchers of honey. Shiploads of thuya are what
my body wants to say to your body. Giraffes are this
desire in the dark. Perhaps the spiral Minoan script
is not laguage but a map. What we feel most has
no name but amber, archers, cinnamon, horses, and birds.
Jack Gilbert

Non c’è molto altro da aggiungere a questa meravigliosa interpretazione del senso del linguaggio e della comunicazione, se non citare un altro illuminato pensatore, stavolta della cultura italiana:

Come possiamo intenderci se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e il valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?
(Luigi Pirandello)

Da qui si deduce che ogni possibile comunicazione a significato univoco è per sua natura impossibile? E come possono due persone allora arrivare a comprendersi davvero e fare in modo che la visione delle cose sia univoca o almeno rivolta nella medesima direzione?

Davvero siamo destinati all’incomprensione, come non sapremo mai il motivo vero del ‘sorriso delle coppie di statue sulle tombe etrusche’?

Che la strada giusta sia quella di abbandonare le parole?

Recuperare altre forme di linguaggio…ma quali? come?

Salvano parole

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(immagine dal web)

 

S alvano parole scritte anime sole

C ullate da notturni pensieri fissati

R iposa il cuore stanco

I nfine libero da pena pesante

V igila la mente a costruirne frasi

E mpie di vita amore morte apparenti

R espira infine lo spirito nuovo

E norme sollievo tormenti epurare

(E.)

Massacro emotivo

Quando tutto quello che accade mi dice che una cosa non la devo fare…forse è meglio se comincio ad ascoltarne i segnali…

Avevo comprato il DVD originale del film ‘Revolutionary Road’ nel 2009, ma non l’avevo mai visto…

Qualche giorno fa, tra i tanti DVD della mia collezione, tutti ordinati sulla libreria sopra il computer, mi era cascato l’occhio proprio su questo film…proprio questo…proprio adesso…

Un paio di sere nei giorni scorsi mi son trovata a pensare che avrei potuto vederlo…ma una volta era troppo tardi, e la mattina dopo dovevo svegliarmi presto… un’altra avevo in mente qualcosa da scrivere e l’idea di guardarlo era passata in secondo piano…

Fino a stasera…da sola…il bimbo con suo padre…orario ragionevole…mi chiudo in camera, e lo prendo dalla libreria…

Lo inserisco nel lettore…ma il nuovo sistema operativo, appena installato di fresco, non riconosce la periferica…

Potevo lasciar perdere e mettermi a fare un’altra cosa? Forse sarebbe stato meglio…

Macchè…invece mi son fatta anche aiutare a distanza per entrare nel terminale e convincere il pc a far viaggiare il lettore e a leggere il DVD…

Così ho visto finalmente ‘Revolutionary Road’ 

‘Revolutionary Road’ è un lungometraggio del 2008 diretto da Sam Mendes, lo stesso regista di ‘American Beauty’, basato sull’omonimo romanzo del 1961 di Richard Yates. Protagonisti del film sono Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, che tornano a recitare assieme a 11 anni di distanza dal successo planetario di ‘Titanic’.

Il film racconta le vicende di Frank e April Wheeler, una coppia di ceto medio nella New York anni cinquanta, divisa tra l’esigenza di assecondare le proprie aspirazioni o conformarsi alle ipocrisie della società dell’epoca.

Questo è quello che dice Wikipedia…

In realtà per me è stato un massacro emotivo, come non mi capitava da tempo di autoinfliggermi…

Gli attori sono superbi…il film è bellissimo…e io mi sono trovata in lacrime convulse e in pensieri tanto ben sviscerati nella pellicola da sentirmeli infilzati nell’anima e nella mente, uno ad uno, con ferocia quasi sadica…

Ecco perchè devo smettere di sognare…ecco perchè è decisamente meglio non sognare, non pensare neppure…e darsi pace…è tutta quanta un’illusione la vita che si vorrebbe vivere…è meglio smettere di cercare quello che non esiste…quello che nessuno può darti…quello che non ti puoi dare da sola…e vivere ogni giorno così…accontentandosi…facendosi bastare il buon sapore del pezzo di torta (…la bellezza delle piccole cose…) invece di aspirare a volerla tutta la torta…o almeno ancora, e ancora, e ancora…

Rassegnarsi…

Tremo mentre scrivo…

La scena finale…

E’ il mio terrore più grande finire senza le parole, senza il sentire reciproco, senza la comunicazione…senza la voglia di esserci…

Dovreste vederlo…o rivederlo…

No…mi correggo…forse è meglio di no…

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