Il giorno in più

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È bello quando accade.

Che tutto si acquieti
In attimo sospeso.

Che ogni cosa si fermi
Anche se muove.

Scorrono fotogrammi in lampi
Del disegno finito della vita.

Lo vedi,
Déjà vu futuro.

Ne senti i contorni,
Il quadro completo,
Le ombre,
Le luci,
Ogni battito d’ali .

E in un attimo sai esattamente
Dove stai andando.

Lì,
Dove sei sempre stata
Ma non lo sapevi.

E improvvisamente,
E’ pace.

Elena Brilli

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Gente distratta

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(immagine personale)

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Va in giro nel mondo la gente distratta
Immersa nei giorni di vita siffatta:

Si alza lavora mangia va a letto
Ché sulla testa, dice, ha bisogno di un tetto.

Non alza la mente quasi mai per guardare
Il sorger del sole al mattino levare

I suoi raggi al di sopra di nubi dubbiose
Se piover miseria o far grandi cose.

Eppure la vita è pur ben altra cosa
Che un mucchio di oggetti su cui l’occhio si posa.

È fatta di sogni di sguardi di suoni e respiri
Che in giro nell’aere fan poi tanti giri

Fino a trovar chi viaggia ancor vivo
Di tanta bellezza la speme mai privo.

Elena Brilli

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Come a scuola.

L’amore è una scuola.
Insegna ad amare.
Una lezione dietro l’altra.
Le materie sono tante, le più disparate. Complesse, affascinanti, elaborate.
C’è la passione che va al passo con l’istinto e l’emozione.
Poi ancora il pensiero, l’educazione, la comprensione.
A volte, come a scuola, c’è la ricreazione.
E tutto si mescola in grandi risate.
Impari a conoscere una pelle diversa da te e a sentirla sotto le dita.
Impari a comprendere una mente diversa da te e a sentirla tra i tuoi pensieri.
Sui banchi studi il rispetto, la partecipazione, la tolleranza.
La meraviglia della diversità.
I compiti in classe son quando la vita ti mostra giornate in cui mettere in pratica ogni cosa che sai, dell’altro e di te.
È crescere insieme ogni giorno di più. Diversi da ieri, presenti anche oggi.
E il domani si costruirà.
È stare da soli, anche, un pó.
È studiar la pazienza che fiducia si fa.
L’amore è una scuola in cui mettersi in gioco davvero.
Per scoprire la parte migliore di sé da donare all’altro non è che lo specchio di te.
È uno scambio, un’osmosi, un respiro a due cuori.
È coraggio e lavoro.
È saper dire grazie e talvolta anche scusa.
Compagni di banco nel viaggio a due mani intrecciate.
Il più grande regalo che la vita ci fa.

L’autunno che fa

Tu riesci a sentire la distanza?
È fatta di silenzi prolungati, di cose non dette. Di fastidi celati, di dolori non condivisi.
È fatta di monosillabi e malumori non spiegati. Di sorrisi tirati e convenzioni sociali.
È fatta del mondo di fuori che distrae l’attenzione dal calore del fuoco che siamo io e te. È fatta di altro, diverso da noi.
Non scegli più l’altro ogni giorno che viene perché sai che lo trovi comunque già lì. Ma allentare la corda che tesse l’amore la rende fragile al tempo che va.
È come uno spiffero freddo che arriva alle porte del cuore. E si comincia a sentire l’autunno che fa.

Onde alte

Non me le aspetto mai le onde alte,

Non riesco a prevederle.

Quindi cado, sdrucciolo, rotolo fino a riva.

Poi mi rialzo, mi metto di spalle.

Non vedo più il mare, è vero,

Ma non casco più.

Non riesco a prevederle,

Ma non mi fanno paura.

Temo invece il lento erodere dei giorni

Inutili, inermi, spenti.

E’ lì che l’anima mia si consuma 

E si bagna la miccia che rende vivi gli occhi.

Ed è così che se casco, rimango giù.

E muoio un po’,

Ad ogni risacca sulla spiaggia.

 

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