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Dio è nei dettagli

 

(Immagini personali)

Perché Dio getta nel mondo persone tanto sensibili da non riuscire a farsi realmente comprendere da nessuno?

Che sia forse perché, sole, possano riuscire a comprendere Lui?

Perché riescano a vedere come le spighe gialle in un campo di grano steso al sole, somiglino tanto a dune di sabbia rovente o a morbido manto di lana.

Perché seguano la danza in volo di uccelli eleganti sopra un fosso di campagna e si stupiscano quando la prospettiva dei loro sguardi le riconosce per rondini allegre stagliate nel tramonto.

Perché riescano a  percepire le infinite sfumature di verde nelle foglie di un ulivo che si prepara a dar frutti.

Perché colgano il sole racchiuso nella perfezione di una goccia d’acqua appesa alla fonte, in bilico, sul suo bordo, appena prima di cedere alla forza di gravità e infrangersi, moltiplicandosi al suolo. Dio dentro ogni caduta che renda molteplici le possibilità di racchiudere il sole.

Perché siano in grado di accorgersi del momento esatto in cui la musica, nel suo gioco di note e matematica, si accordi con l’anima e tutto allora diventi armonia e perfezione. E se ne lascino trascinare come suoni nel vento.

Perché riescano a sentirsi un po’ meno sole, quando si accorgono di quanto siano speciali. Perchè anche Lui, sapendo che sono nel mondo, si senta meno solo. Forse.

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‘Cattive’ abitudini

.

‘Cattive’ abitudini io sono,

insieme alle buone.

Buone e cattive,

insieme.

Non esistono le prime

senza le seconde.

Di nuovo intera,

ricerco nuovi equilibri.

Io,

buona e cattiva insieme

luce e ombra insieme

mente e cuore insieme.

Il nero nel bianco,

il bianco nel nero,

come un tao a passo di trottola,

si confondono.

Miscellanea iridescente

di passioni sopite,

mai dome,

io sono.

Si sta. Ma devo andare.

Giornate uggiose, inquiete.

Di emozioni che si incollano sulla pelle invece di scivolare via.

Devo aver finito la sciolina, per farle scorrere via.

Pensieri in affanno.

Sta cambiando qualcosa.

Deve cambiare qualcosa.

Cambierà qualcosa?

Poi una voce che incastra sulla pelle e fa musica con le corde della mia anima.

Risuona, perfetta nella mia testa.

Armonia celeste.

È un segno.

Che sia un segno?

Il momento è adesso?

E allora si fa, ci devo provare.

Ce la faccio, so che posso farlo.

Ma cosa esattamente?

Confusione, dubbi antichi.

Lacci e lacciuoli di cui liberarsi.

Catene da spezzare.

E sono quelle che ho messo io.

Le più difficili da rompere.

Non sono fatta per questo mondo.

Ma devo trovare il coraggio di costruire il mio.

enosnaS

Nei capelli delle donne risiede il seme dei loro cambiamenti.

Quando una donna cambia i suoi capelli dentro di lei sta cambiando qualcosa. E cambiare fuori misura il momento esatto in cui una donna volta pagina.

Io li taglio, i capelli. E me li taglio da sola, nel mio bagno, con il mio gioco di specchi perfezionato in anni di esperienza. Sto diventando anche bravina.

Stasera mi sono tagliata i capelli.

All’opposto di Sansone, tagliare i capelli e fare del mio aspetto qualcosa di decisamente poco femminile, mi prepara ad affrontare una nuova battaglia per sconfiggere quel senso di irrequietezza che mi coglie quando mi accorgo di non essere felice. Di solito succede quando i capelli li avevo fatti riscrescere, nei momenti in cui mi illudevo di averla trovata, la felicità, di aver trovato la quadra giusta. E invece no.

E allora saltano i capelli e si rimette in discussione tutto. Rimetto in discussione me. Volto pagina. E faccio un passo avanti.

Sta arrivando la primavera.

Le scarpe

Nessuno dovrebbe mai arrogarsi il diritto di giudicare la vita degli altri, di esprimere opinioni che abbiano l’aspetto di sentenza di verità assoluta.

Perché nessuno, e intendo nessuno, potrà mai arrivare a capire cosa vuol dire fare anche solo un passo nelle scarpe dell’altro.

Nessuno potrà mai sapere quanti sassi hanno scalciato via dalla loro strada, quanta erba hanno calpestato, di quanta polvere sono sporche.

Nessuno potrà mai vedere quante lacrime le hanno bagnate confondendosi con la pioggia, quante volte si sono alzate sulla punta a prendersi un bacio e ancora altri cento.

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