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Cose preziose

In un pomeriggio d’inverno ai gonfiabili, osservo la gente.

Genitori che guardano i figli come cose preziose.

Donne e uomini che osservano i loro tesori alla giusta distanza, per coglierne la loro interezza, come le opere d’arte migliori della loro vita.

Ne custodiscono la meraviglia, la loro perfetta armonia. La proteggono.

Con la mente fotografano attimi, e colori, e sorrisi, e voci che rimarranno nei ricordi come le uniche cose per cui la vita, alla fine, sarà valsa davvero la pena.

Ecco cosa sono i figli: cose preziose.

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Lasciarsi accadere

(immagine dal web)

“Wu wei”

“Lasciarsi accadere”

Lao Tzu (antico filosofo e scrittore cinese)

Ho trovato la foto e la traduzione (presumo) degli ideogrammi rappresentati, nella bacheca facebook di una cara amica, alla vigilia di una giornata per lei importante e al tempo stesso faticosa.

Mi son trovata a pensare al suo significato, nelle ore del tardo pomeriggio della mia domenica solitaria.

Rispetto all’altrettanto illuminante aforisma “LET IT BE” (Lascia che le cose accadano), titolo peraltro di una meravigliosa canzone dei Beatles, che proprio scemi scemi non erano, “LASCIARSI ACCADERE” pone il percorso di crescita in una prospettiva diversa, cambia il soggetto. Non solo bisogna imparare a lasciare che ‘le cose’ accadano, ma bisogna imparare a lasciare che ‘noi stessi’ si accada, si fluisca, si germogli, si gioisca, si cresca infine nel nostro percorso di vita.

Tante volte ci si auto-censura, ci si auto-incatena, ci si auto-ferma in schemi mentali, definizioni, situazioni che in qualche modo assurdo e velatamente autolesionista ci bloccano in un punto del nostro percorso, mentre dentro lo sentiamo bene che il nostro ‘io’, il nostro mondo interiore vorrebbe continuare a fluire, esondare, andare avanti, crescere. E invece no, mettiamo barriere, conformismo, recinti, il giusto e lo sbagliato, il senso comune, la morale condivisa. La pecora nera che è dentro di noi e che vorrebbe saltare il recinto e continuare la sua strada, qualsiasi essa sia, si scontra contro la massa informe delle pecore bianche.

Bisogna “LASCIARSI ACCADERE” invece, ha ragione Lao Tzu, è proprio necessario farlo. Bisogna regalare a noi stessi la libertà di evolvere nella direzione che più si confà al nostro essere unici, non schematizzabili, non definibili, non recintabili.

“LASCIARSI ACCADERE” rende liberi di dipendere solo ed unicamente dalle proprie scelte personali, assumendosi con esse, ogni onere ed onore che ne derivino.

“LASCIARSI ACCADERE” diventa allora la chiave della felicità, senza più timori, senza più resistenze interiori, senza più fatica.

Lasciare che si accada…

Gran bella cosa.

Anima bella

20170811_034511

Accade a volte che, per un attimo, mi senta sola.
È un brivido freddo lungo la schiena, una sinapsi malinconica del cuore.
Poi riprendo per mano me, anima bella.
E torniamo insieme a vivere, nella penombra calda della mia notte.

Sette giorni

Ho lasciato il mio piccolo grande ometto dal suo babbo lo scorso sabato.

“Mamma, voglio stare qua dal babbo tutta la settimana!” sono state le sue parole domenica pomeriggio quando avevo chiamato per organizzare il suo rientro in serata. Va bene, ricordo di aver pensato, in fondo è l’ultima settimana di ‘libertà’ prima del rientro a scuola e ai ritmi da essa imposti, in fondo è giusto così, in fondo sapevo che doveva succedere che i rapporti tra ‘uomini’ prima o poi si rinsaldassero, o quantomeno iniziassero finalmente a costruirsi, in fondo sono contenta che stia accadendo, in fondo lo sentirò tutte le sere e appena mi chiede di andarlo a prendere lo andrò a prendere, in fondo io voglio solo che sia contento.

E così, sono sette giorni che non divido almeno una parte della mia giornata con il mio piccolo grande uomo. Ogni sera, mentre torno da lavorare lo chiamo e lo sento sereno, allegro, mi racconta di quello che fa nelle giornate con suo padre, quando è libero dal lavoro, o con la nonna e ieri sera, insieme al suo ‘babbone’, prima di cena, dividevano i buoni e i cattivi… e allora tra i buoni c’erano Benigni e il Lamalamalama (il Dalai Lama :-D), il Joker era un cattivo, Ironman il supereroe di tutti i supereroi, quindi per definizione il più buono tra i buoni. Bello sentirlo allegro!

E io invece sperimento, per il periodo più lungo da quando è nato, la sua assenza fisica. Ed è un susseguirsi di sensazioni strane, nuove, insolite, dimenticate… attese anche.

Uno strizzone allo stomaco arriva quando spengo le luci per andare a letto, perchè non posso appoggiare un bacio leggero sulla sua fronte e sentire il suo respiro addormentato… Ma per il resto non me la sto passando male.

Mi trattengo al lavoro senza la fretta di dover tornare a casa per ‘salvare’ mia mamma, anzianotta e un pò malandata in questo periodo, e restituirle un pò di pace dopo il pomeriggio trascorso a ritmi forzati tra compiti, partite a scopa e giochi dell’oca. E lavorare senza l”urgenza’ di dover passare quanto prima possibile dal lavoro di operaia a quello di mamma ha un che di piacevole.

Ho coltivato un pò di vita sociale, tra vecchie e nuove amicizie, un paio di aperitivi al barettino vicino a casa, una manciata di noccioline e qualche chiacchera con gente sorridente, almeno una decina d’anni più giovane di me, quindi ‘leggera’, priva di almeno qualcuno dei pesi della zavorra di casini che, in maniera direttamente proporzionale, aumentano man mano che ci si addentra nella vita adulta.

Mi sono regalata una serata speciale, cucinando per un uomo, a modo mio. Non amo cucinare e non so, non sono in grado di seguire le indicazioni di una ricetta, perchè la creatività non si misura al grammo, ma quando mi prende bene invento alla grande, e non era venuto niente male. Mi sono messa un abito, i tacchi, mi sono truccata… insomma, per una sera sono stata una donna e non solo una mamma.

Volevo anche provare a ballare. Sono andata alla lezione gratuita di prova di un corso di boogie-woogie, consapevole che non potrò seguire il corso, sia perchè non posso permettermelo, sia perchè gli orari non si incastrano con le necessità del mio cucciolo, ancora. L’ho mancata per un pelo…mannaggia… C’ero solo io nella lista degli interessati e non avevano fatto venire gli insegnanti da Firenze per una persona sola e poi a scrocco…uno dei tanti guai del vivere in periferia. Lo rifaranno il prossimo giovedì, ma venerdì sarà il primo giorno di scuola e quindi niente…passata l’occasione, pazienza. Ci riproveremo il prossimo anno.

Ho visto ottimi film spaparanzata sul divano coi gatti acciambellati sopra di me, ho letto, ho scritto, scrivo, anche adesso.

Domani sera ho un invito a cena.

Non è andata poi tanto male, dai.

Forse sto imparando davvero a stare bene con me.

Nonostante qualche attimo di recalcitrante nostalgia, imparo a far pace con la persona davvero più importante della mia esistenza. Io.

 

Finisce l’estate

Nell’ora della sera in cui luna e sole dividono lo stesso spicchio di cielo,

punge improvvisa la malinconia insieme al primo vento fresco di settembre.

Finisce l’estate.

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