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Croce e Delizia

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(foto personale)

Tarda mattinata, una giornata estiva di diversi anni fa…niente lavoro quel giorno…

Ancora sul letto, le gambe alzate in gioco, i delfini del carillon del vento a penzolare dalla lampada sul soffitto, la macchina fotografica sul comodino a portata di mano, e scatta il set fotografico ai miei pieduzzi…la mia delizia e la mia croce…

Sono un ‘nanetto da giardino’, questo dovreste averlo capito, quindi se mi fossero venuti dei piedi a pinna numero 42 sarei stata sproporzionata…ma il 34!!!!

Il 34 signori è una tortura!!!!

Mi sono rimasti i piedi di una bimba, e solo i calli e gli occhi di pernice sulle dita denunciano l’incessante passare del tempo per la loro padrona…ma loro no, si sono fermati ad un miserrimo 34!!!

Verissimo che son piccoli… piedini di fata… il piede piccolo è sempre stato considerato simbolo di femminilità…e tutta una serie di altri luoghi comuni per consolare chi i piedi piccoli li ha…E NON TROVA LE SCARPE!!!

D’inverno la sfango abbastanza bene, scarpe chiuse, stivali, solette, e un gran mal di piedi dovuto al fatto di non riuscire mai a portare scarpe della mia misura reale… Niente decolletè, perchè mi scappano dai piedi, a meno che non siano allacciate alla caviglia o sul collo del piede…per non parlare del divieto assoluto delle calze, che fanno scivolare il piede, e anche a 0 gradi, se voglio mettere una scarpa un minimo femminile mi tocca andare in giro a piedi nudi, con conseguente raffreddore del giorno dopo…

Ma la vera tragedia è d’estate…nessuna scarpa che si trovi in commercio nei reparti femminili dei negozi riesce a starmi precisa nei piedi…fino a qualche tempo fa esistevano rarissimi casi di 35, che nonostante fossero comunque un pò abbondantelli riuscivo a portare senza risultare ‘Sbirulino’ (ve lo ricordate? Il pagliaccio interpretato da Sandra Mondaini?), con due cm vuoti davanti e 3 dietro…ma da quando il numero più piccolo delle linee da donna è diventato il 36, a me rimangono solo le Lelly Kelly!!!!

Ma posso andare in giro a 40 anni con le Lelly Kelly????

Finisco a comprare le scarpe, ballerine o sandalini tutti colorati (bleah!!! io vesto sempre di nero!!!),  nel reparto bimba del negozio…e la commessa alla cassa che mi chiede: “Ma sono per lei signora???”

“MA VAFFANCULO VA!!!”

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Sotto il vestito…(esercitazione…)

(Premetto che è un racconto completamente inventato e partorito dalla mia fantasia…nessun riferimento volontario a fatti o persone reali…)

 

La doccia calda le aveva lasciato la pelle profumata e morbida…avvolta nell’accappatoio, i capelli bagnati e ribelli, pensava a cosa avrebbe potuto mettersi quella sera, per incontrarlo…voleva essere perfetta…voleva essere bella, sentirsi bella…per lui…

Aveva comprato qualche giorno prima uno splendido completo intimo in pizzo, decori barocchi accarezzavano la pelle liscia e mentre osservava la sua immagine riflessa nello specchio immaginava le sue mani, la pressione dei polpastrelli, il calore carico di promesse diffondersi in ogni cellula del suo corpo…il respiro corto…l’eccitazione raggiungere i punti più segreti…

E’ arrivato a prenderla, euforia irreale, adrenalina di bimba alla scoperta di un nuovo mondo…

Ristorante, vino… cena, vino…dolce, vino…locale, musica, luci…vino, vino, vino…

Passeggiano, il vialetto sull’argine del fiume è buio e deserto…il passo incerto, le mani non trovano altre mani che già si insinuano sotto il vestito…chiede di smettere…vuole andare a casa…

La spinge…cade… la violenza dei gesti strappa gli abiti, il pizzo, la verginità, i sogni… rimangono urla al vento soffocate dal pianto…

Sotto al vestito sognava mani calde e un abbraccio familiare davanti al frigo per fare colazione… le membra affamate dall’amore vissuto, consumato, assaporato fino allo stordimento dei sensi…

Sotto al vestito le rimaneva anima lacerata e dolore…un cuore grondante di lacrime…

E già arrivava il giorno… 

E.