A cosa servono le rane

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(immagine dal web)

Un pomeriggio assolato di mezza estate…una spiaggia…un bambino e la sua mamma…

“Guarda cosa ho trovato!” dice la mamma al bambino, richiamandone l’attenzione su un sasso piatto, di quelli che con maestria a lei sconosciuta qualcuno riesce a far rimbalzare sull’acqua…

Il bimbo lo prende, corre a sfiorare l’acqua coi piedini e lo lancia in acqua.

Il sasso affonda.

La mamma ne cerca altri e li porge al bambino che intanto le è tornato incontro, dando le spalle al mare, con in volto dipinta una faccia interrogativa.

“Prova a tirare questi, c’è una tecnica, il babbo ci riesce…prova a muovere il polso così.” e cercando di copiare i movimenti del polso di chi riesce a farli rimbalzare davvero i sassi sull’acqua, la mamma mostra al bambino un goffo mimo di un lancio.

“Ma ci sono le rane nel mare?” chiede allora il bambino.

La mamma con aria stupita risponde: “No, nel mare ci sono i pesci…perché? ”

“Non c’è una tecnica, mamma…Il babbo ci riesce nel lago perchè ci sono le rane sotto che prendono il sasso nella testa…la prima salta e lo passa alla seconda, poi la seconda salta e lo passa alla terza e così via…ma qui non siamo nel lago, siamo al mare e le rane nel mare non ci sono…ci sono i pesci…e i pesci non lo fanno”

La mamma sorride di un sorriso sereno, arrendendosi alla logica della fantasia, in cui non esistono sensi di colpa, obiettivi da raggiungere, senso di incapacità, sforzi e frustrazioni…

Nel mondo dei bambini è tutto così… semplice…

Abbraccia suo figlio e consegna nelle sue manine i sassi piatti raccolti per lui…

Il bimbo li prende, corre a riva, e li lancia tutti insieme nel mare…

Affondano tutti, ovviamente…ma solo perchè, nel mare, non ci sono le rane…