Annunci

E’ una cagata pazzesca!

E’ morto Paolo Villaggio.

Rimane la sua maschera più riuscita, quella del Ragionier Fantozzi, ironico, sarcastico, a suo modo geniale nel tirar fuori pregi e difetti di un’intera generazione, quella del boom economico, e lasciarla ai posteri con tratteggi quasi iconografici di quello che eravamo, cartina di tornasole di quello che siamo diventati.

Rimangono miriadi di scene indelebili nella memoria, una tra tutte quella della “Corazzata Kotiomkin”, in cui al termine della proiezione coatta del film-mattone, nella serata di una importante partita di pallone, il Ragionier Fantozzi si alza e in faccia al Mega-Direttore urla che “la Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!” con il seguito di 92 minuti di applausi, la rivolta degli impiegati e la conseguente punizione consistente nel ripetere dal vivo, a oltranza, la scena della carrozzella.

E’ da quando ho appreso la notizia stamattina, appena arrivata al lavoro, che mi rimbalza in testa.

Perchè Fantozzi era la rappresentazione della lenta e inesorabile trasformazione dell’uomo in pecora, inserito come un burattino in una società dalla libertà personale a maglie sempre più strette, che per una sera ci prova, per Dio a dire le cose come stanno, ad urlare fuori dal coro, a ribellarsi al sistema.

Sono tanto diverse le cose adesso? No, non credo.

Sono solo cambiati i Mega-Direttori con la poltrona in pelle umana, anzi, a dire la verità non sono nemmeno cambiati, si sono solo mimetizzati meglio, con i loro sorrisi da talk show in prima serata.

Sono cambiati i meccanismi di controllo, è rimasto il calcio, ci hanno aggiunto la play station, i social network e slogan pubblicitari lobotomizzanti.

Sono cambiati i ritmi, per colpa dei quali saltano gli assetti di qualsiasi famiglia. Non è più consentito che ci siano nuclei autonomi di pensiero, le famiglie unite appunto. Pressate tra ritmi da catena di montaggio e sollecitazioni di ogni tipo nessuna famiglia resiste, nessuna…ci avete fatto caso? E’ un dato di fatto acquisito e necessario e imprescindibile che una madre, o un padre, siano da soli e ‘parcheggino’ i figli a scuola, poi in palestra, poi ai corsi di musica, poi ai centri estivi, perchè devono lavorare 10 ore al giorno per tirare avanti la baracca e dar loro il pane. Nemmeno tra genitori e figli vogliono che si costruisca un legame… Dissolti i legami tra gli uomini, il gregge è fatto. Dividi et impera, è l’antica tattica di guerra dei romani.

Villaggio ci faceva vedere, col suo Ragionier Fantozzi, che li stavano fregando, quelli del boom economico…

A noi, oggi, ci hanno fregato…

E allora è tutto il giorno che ci penso che mi piacerebbe molto salirci io sul palco, al fianco del Mega Direttore, dopo una delle innumerevoli giornate da Corazzata Kotiomkin, sempre tutte uguali, per dirgli nel viso che questo bel mondo del cazzo in cui ci hanno ingabbiato  E’ UNA CAGATA PAZZESCA!

Villaggio lo vedeva già allora che saremmo finiti così…

Il suo Ragionier Fantozzi doveva metterci in guardia mentre ci faceva ridere, era questa la sua missione.

Perchè mentre si ride, da pecore in cui ci hanno trasformati, per il tempo della risata, si torna uomini, e si torna a pensare. E più si ride, più si pensa…la mente si rimette in funzione…

E allora grazie Fantocci, per averci fatto ridere.

Puoi andare in pensione, adesso, riposa in pace.

Noi quaggiù, ci sforzeremo di continuare a ridere…per rimanere vivi…per resistere.

Annunci

Si impara a resistere………………….Charles Bukowsky

Si impara a resistere…

Che bella poesia!

Charles Bukowsky…

Che grande uomo!

E quanta verità!

Sarebbe da imparare a memoria e recitare come un mantra tutte le mattine…prima di affrontare un nuovo giorno e buttarsi nella mischia…

Si impara a resistere…

....HUSHABYE silenzioso addio ......Blog di Marcello

Si impara a resistere......................Charles Bukowsky

Si impara a resistere perché a non resistere
si mette il mondo nelle loro mani
e loro sono meno di zero.

Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni
e meno sono le chance
più dolce è la vittoria.

Si dice che si deve lottare per la propria libertà.
Questo lo so.
Solo che non ho lottato contro i giapponesi, gli italiani, i tedeschi
né i russi
per la mia libertà.
Ho lottato contro gli americani: i genitori, i cortili di scuola,
i capi, le donne di strada, gli amici, il sistema stesso.

Non c’è fine, è ovvio, alla lotta.
Nuove avversità arrivano come un treno in orario.
forse non sarà più il mattino del doposbronza né
la catena di montaggio in fabbrica
ma la perfidia, l’inganno e la falsa speranza li
sostituiscono.

Credo che siamo sotto esame anche mentre
dormiamo, e spesso diventa tutto così letale
che possiamo solo esorcizzarlo…

View original post 386 altre parole