E il Grande Fratello ha deciso: SEI STATA LICENZIATA!

licenziato

(immagine dal web)

Succede…

Succede che il 17 Settembre tu firmi il contratto di affitto per la tua nuova abitazione, un nuovo piccolo nido da dove far ripartire la tua idea di famiglia, di mamma, di persona…forte di un contratto a tempo indeterminato che, sebbene part-time, ti da una certa garanzia di un’ entrata sicura, con la quale poter sostenere le nuove spese, sebbene arrancando un pò…

Succede che l’8 Ottobre, tu e tuo ci figlio ci entriate in quella casina dalla porta verde, e diventa il luogo di nuove risate, di nuovi giochi, di nuove brontolate, di nuovi capricci frignoni…ma è il tuo nuovo punto fermo…la tua nuova ‘base terra’ da cui partire in volo verso lo spazio infinito dell’avventura chiamata vita…

Succede che il 30 Ottobre venga indetta una riunione dal capo area della catena internazionale di negozi per cui lavori…e pensi che, avvicinandosi al Natale, sia l’occasione per spronare il personale della filiale alle vendite, e magari che ci esca anche un’aumento di ore per ingrassare un pò i conti dello stipendio dicembrino…e condire con un pò di fatica in più, ma una maggiore serenità economica, le feste splendenti di lucine che chiudono il faticoso anno quasi passato…

Succede invece che il 30 Ottobre ti trovi in mano una lettera con l’apertura della procedura conciliativa, che obbligatoriamente precede il licenziamento, perchè l’azienda multinazionale per cui lavori ha deciso di chiudere il tuo negozio il 15 Dicembre…

Succede che ti rivolgi ai sindacati, che aspetti le lettere di rito e le convocazioni per le riunioni nelle quali verrà decisa la tua sorte… Succede che a distanza di venti giorni ancora non sai se ti verrà offerto un posto di lavoro alternativo, ma è molto probabile che non ci sia più posto per te in quell’azienda, perchè ti offriranno posti liberi in Emilia Romagna, o in Liguria, o chissà in quale altra parte d’Italia, ma è scontato che tu, con un bimbo ancora in età prescolare, e senza più un soldo, già che hai investito tutto quello che avevi (e anche quello che non avevi) nel tuo ‘progetto casa dalla porta verde’, non potrai accettare trasferimenti lontani, visto che il tuo contratto prevedeva solo 18 ore di lavoro settimanali (e niente può farti pensare che possano aumentare), e uno stipendio con il quale sarebbe impensabile sostenere i costi di abbonamenti di treni et similia e lo stare lontani da casa intere giornate in attesa dell’arrivo o del ritorno…

Così succede che ti ritrovi a sistemare per l’ennesima volta il tuo curriculum, lo stampi in copie innumerevoli e lo spargi ai quattro venti…perchè non puoi proprio permetterti adesso di non avere un lavoro…adesso che solo poco più di un mese fa hai deciso che dovevi a te stessa e al tuo bimbo un atto di coraggio che ti facesse uscire dalla melma della depressione e che tornasse a darti la gioia di condividere quattro muri, un micro divano, una televisioncina da 15 pollici e una cesta di giochi con il piccolo ometto più importante della tua vita…

Ma era troppo bello, vero?

“Quell’angelo sporco di fango e senz’ali vuole tornare a volare?” deve aver pensato il Grande Fratello facendosi grandi risate grasse con gli amici…”AghAghAghAgh!!! Aspetta che lo tiro giù io…Lo acchiappo per la cintola e…Sbaaammm!!! lo risbatacchio per bene nella melma in cui deve stare…”

Ed eccomi qua…il Grande Fratello ha deciso che senza le ali e sporca di fango non potevo tornare a volare…e allora via il lavoro…”Sei stata LICENZIATA!!!…AghAghAghAgh!!!!”

Succede…

Succede anche che, e comincio a pensare che non sia un caso, continua a piovere incessantemente…e la melma, guarda caso, si alza e tracima, e invade cantine, case, stivali, anima, mente, cuore…

Succede che torno a cercare lavoro…ancora una volta…di nuovo…

Succede che nelle parole confuse che arrivano dalla televisione sempre accesa sui programmi di informazione a casa dei miei genitori, sento le parole di un lavoratore in piazza che dice “Noi siamo qui oggi perchè non è possibile che la democrazia si fermi davanti ai cancelli di una fabbrica…”

Parole illuminanti per me…la democrazia si sta fermando davanti alla porta del negozio che ho allestito, per cui ho lavorato senza risparmio, al massimo delle mie capacità, che dovrò smontare il prossimo 14 e 15 Dicembre, che continua a ricevere il materiale e le circolari illustrative delle vetrine di Natale e dei saldi dell’inizio del nuovo anno, pur avendo decretato la nostra chiusura il prossimo 15 Dicembre, che continuerà a pagare l’affitto dell’immobile per i prossimi sei mesi, perchè la vera spesa da eliminare siamo noi dipendenti, sono le persone, sono io…con mio figlio, i miei due gatti, e la casina dalla porta verde…

Succede…

Non è per niente bello…ma succede…

Succede che torni a non sapere se sia meglio muoverti subito alla ricerca di nuovo lavoro, oppure aspettare la disoccupazione e nuove proposte che possano arrivare in ambiti totalmente diversi da quelli in cui ti sei messa alla prova finora… Succede che ti sembra di vederti da fuori, e non ti va di rivedere la testa bassa, la schiena curva, gli occhi tristi, la bocca tesa, il passo rassegnato che ti hanno caratterizzato ai tempi degli attacchi di panico e delle goccioline antidepressive… Succede che non ci vuoi proprio tornare ad essere tanto infelice… Succede che vuoi continuare a stare nella tua casina dalla porta verde, e che qualcosa ti inventarai per riuscire a pagare l’affitto e a campare…

Succede che non vuoi mollare…

Succede che ti decidi a scriverne, quasi fosse una sorta di elaborazione del lutto, di un lutto tutto tuo, che vuole portarti a pensare che tu abbia sbagliato di nuovo nella tua vita…. “Ecco, vedi… Potevi aspettare a prendere casa in affitto da sola, potevi startene buona buona a casa coi tuoi a morire dentro minuto dopo minuto, e adesso non avresti il problema di come fare a pagare l’affitto!!!”

“Ecco, vedi?… Hai sbagliato di nuovo!!!”

Ma io non penso di aver sbagliato, sono convinta di non aver sbagliato…solo che adesso devo di nuovo abbassare l’elmo e combattere una nuova battaglia alla ricerca di un nuovo lavoro…e le cicatrici passate, la fatica appena passata ancora dolgono e pesa…ma riabbasso l’elmo e mi butto nella mischia…perchè stavolta chi ha sbagliato non sono io…chi sbaglia non sono io…chi mi affonda e mi tiene la testa nel fango per farmi annegare non sono io…e lottare contro qualcun’altro, contro qualcos’altro…anche solo per convincere chi ti deve assumere che sei la persona della quale non possono assolutamente fare a meno…è una passeggiata in confronto a lottare contro se stessi…e io ne sono un esperta….

Quindi giù l’elmo e ci si ributta nella mischia…che adesso ho fatto pace con me stessa, sono serena… stanca morta, ma serena…

E…dimenticavo…

“VAFFANCULO GRANDE FRATELLO DEL CAZZO!!!!”

NABAJYOTISAIKIA

 NABAJYOTISAIKIA

E’ una cosa che ho trovato in rete qualche giorno fa…e non so quanto ci sia di vero e quanto di inventato…e sinceramente è tanto bella così che non mi son presa la briga di controllare.

Fatelo voi, se vi va…a me non interessa…la prendo come una favola, come una delle tante ‘c’era una volta…’

Si narra che ci sia una tribù africana che ha un costume molto bello.

Quando qualcuno fa qualcosa di sbagliato e nocivo, prendono la persona al centro del villaggio, arriva tutta la tribù e la circonda.

Per due giorni, dicono all’uomo, tutte le cose buone che ha fatto.

La tribù crede che ogni essere umano viene al mondo come un bene.

Ognuno è desideroso di amore, pace, sicurezza, felicità.

Ma a volte, nel perseguimento di queste cose, commettiamo degli errori.

La comunità vede quegli errori come un grido di aiuto.

Essi si uniscono per sollevarlo e per ricollegarlo con la sua vera natura, per ricordargliela fino a quando non si ricorderà pienamente la verità dalla quale era stato temporaneamente disconnesso,

“Nabajyotisaikia!”

“Midori”

NABAJYOTISAIKIA, è un complimento utilizzato in Sud Africa e significa: “Io ti rispetto, ti nutro. Importa a me…” in risposta dicono MIDORI, che è: “Così, esisto per te… “

Ecco, io trovo questa pratica di incitamento all’amore, alla pace, alla sicurezza, alla felicità, di una bellezza incommensurabile…

Noi viviamo accompagnati, dilaniati, affossati dai sensi di colpa ogni momento della nostra vita…e sbagliamo, veniamo condannati, additati, messi alla gogna, lasciati al pubblico ludibrio, e al giudizio tremendamente inclemente di noi stessi contro noi stessi…

Così ti senti sbagliata quando tuo fratello nei suoi giochi adolescenziali ti chiama ‘tegame’ e ti convinci che ha ragione e che devi fare ogni sforzo possibile per dimostrare al mondo e a te stessa che non lo sei… ti senti in colpa se molli l’università perchè inizi a lavorare che tua mamma si è ammalata e mancano i soldi per pagare la retta e decidi di pagartela da sola, salvo poi verificare che non hai più tempo nè energia per studiare… ti senti in colpa se il tuo ragazzo di un tempo di molla un calcio nella schiena perchè non scendi sufficientemente veloce le scale, o ti sbatacchia al muro se gli fai male mentre fate l’amore, o sfonda la porta con un cazzotto a due cm dal tuo naso perchè ti sei svegliata troppo presto… ti senti in colpa se lasci il padre di tuo figlio perchè ti chiama ‘nano deforme sottosviluppato e con la testa grossa’ e tutti di dicono di restare e di avere pazienza che gli uomini son tutti uguali, ma te vuoi troppo bene a te stessa per rassegnarti a meritare solo insulti… ti senti in colpa persino quando tuo figlio ti dice che sei la mamma più bella del mondo, e tu pensi alle volte che alzi la voce perchè stai facendo tardi per portarlo all’asilo e te ne vergogni… ti senti in colpa quando ti rendi conto che la persona di cui sei innamorata ti vuole bene davvero, e gli vai bene così come sei, e sei quasi certa di non meritartelo davvero…

Ho sbagliato tante volte nella mia vita…e non sono certo sicura di non sbagliare per altrettante volte più una nei giorni a venire…ma in una cosa concordo con la ‘favola-tradizione’ africana…sono tutte sommesse, laceranti, silenziosamente potenti grida di aiuto…

E allora in mezzo al cerchio mi ci metto da sola…e da sola mi ripeto tutto quello che ho fatto di buono nella mia vita, e tutto quello che faccio giorno dopo giorno, ora dopo ora anche adesso, nel presente… e urlo a gran voce a me stessa:

“Nabajyotisaikia!” “Io ti rispetto, ti nutro. Importa a me…”

E con la stessa forza rispondo:

“Midori” “Così, esisto per te… “

Così…senza più sensi di colpa…

Così…perfettamente imperfetta…venuta al mondo, immersa nel mondo come un ‘bene’ 

Forse,un giorno,saprò la risposta….

Sono già a una lunga fila di notti insonni, disseminate a sprazzi nel corso dei miei anni passati e presenti…Quante notti ancora???
Forse la strada giusta è capire che qualunque sia stata la scelta che hai fatto, avevi esattamente il 50% di possibilità che fosse giusta, così come sbagliata… E se al momento di scegliere hai fatto la tua scelta…quella diventa in automatico quella giusta…se hai il coraggio di sceglire non sbagli…

*°*...Perchè sei un essere speciale..ed io avrò cura di te..*°*

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