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Sono grata

Sono grata a chi apre ferite sanguinanti.

Perché sentire l’anima viva che pulsa sotto i graffi mi fa capire quello che non va in loro, quello che non va in me. E correggere il tiro.

Sono grata a chi complica il percorso.

Perché cadendo su ciottoli appuntiti mi scopro capace di guarire ogni sbucciatura, imparando a voler bene a me.

Sono grata a chi offre sfide.

Perché misurando me stessa su esse capisco ogni volta quello che voglio davvero.

Sono grata a chi talvolta mi costringe a scegliere la strada meno semplice.

Perché solo scegliendo per se stessi si cresce davvero.

Non meno grata sono a chi mi ha fatto del bene. Perché mi ha fatto comprendere di esserne degna.

Ma è facile dir grazie ad una rosa per il suo profumo.

Lo è meno ringraziarla per le sue spine, che pungendo insegnano il punto esatto in cui mettere il dito, per coglierne a pieno la sua generosa bellezza.

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Pause caffè (preghiera della buonanotte)

“Potremmo prenderci una pausa dal libero arbitrio per favore, Signore?

Cinque minuti, giusto il tempo di un caffè.

Perché sai, bella la storia della libertà dell’individuo di poter scegliere, ma è faticosa. È faticoso essere costretti a prendere sempre decisioni. Quando poi si tratta di decisioni che hanno a che fare con le direzioni in cui arrivi al punto di dover mandare la tua vita, quando sei consapevole che cambieranno qualcosa, per forza, in un modo o quell’altro quelle tue decisioni, hai pure un po’ paura di quello che potresti incontrare… Ecco, in quei casi lì… Lo sai cosa intendo vero? Roba del tipo della decisione che hai dovuto prendere quando hai scelto di mandare a morte tuo figlio…non puoi non averci pensato bene… Ecco, dicevo, quando devi prendere quelle decisioni lì,  la situazione si fa veramente faticosa.

Puoi decidere tu per me stavolta?

Solo per 5 minuti, giusto il tempo di un caffè, posso fare una pausa dal libero arbitrio?

Poi mi riprendo addosso tutto il peso della mia vita.

Solo stavolta, scegli tu, Signore. Ti prego.

Sono stanca.”

Supereroi

(immagine dal web)

Io sono uno di loro.

I veri supereroi non hanno tute sgargianti o poteri strabilianti.
 .
I veri supereroi sono donne e uomini che si mantengono in equilibrio sul filo sottile delle loro vite, sospesi a mezz’aria, tra il mondo dei tanti, e il mondo dei sogni.
.
I veri supereroi camminano sull’orizzonte, coi piedi sul mare delle ombre viventi e la testa appesa alla luce delle menti.
 .
I veri supereroi non si arrendono al buio dei pensieri comuni ma resistono sul confine di chi sceglie di scegliere sempre.
 .

Lasciarsi accadere

(immagine dal web)

“Wu wei”

“Lasciarsi accadere”

Lao Tzu (antico filosofo e scrittore cinese)

Ho trovato la foto e la traduzione (presumo) degli ideogrammi rappresentati, nella bacheca facebook di una cara amica, alla vigilia di una giornata per lei importante e al tempo stesso faticosa.

Mi son trovata a pensare al suo significato, nelle ore del tardo pomeriggio della mia domenica solitaria.

Rispetto all’altrettanto illuminante aforisma “LET IT BE” (Lascia che le cose accadano), titolo peraltro di una meravigliosa canzone dei Beatles, che proprio scemi scemi non erano, “LASCIARSI ACCADERE” pone il percorso di crescita in una prospettiva diversa, cambia il soggetto. Non solo bisogna imparare a lasciare che ‘le cose’ accadano, ma bisogna imparare a lasciare che ‘noi stessi’ si accada, si fluisca, si germogli, si gioisca, si cresca infine nel nostro percorso di vita.

Tante volte ci si auto-censura, ci si auto-incatena, ci si auto-ferma in schemi mentali, definizioni, situazioni che in qualche modo assurdo e velatamente autolesionista ci bloccano in un punto del nostro percorso, mentre dentro lo sentiamo bene che il nostro ‘io’, il nostro mondo interiore vorrebbe continuare a fluire, esondare, andare avanti, crescere. E invece no, mettiamo barriere, conformismo, recinti, il giusto e lo sbagliato, il senso comune, la morale condivisa. La pecora nera che è dentro di noi e che vorrebbe saltare il recinto e continuare la sua strada, qualsiasi essa sia, si scontra contro la massa informe delle pecore bianche.

Bisogna “LASCIARSI ACCADERE” invece, ha ragione Lao Tzu, è proprio necessario farlo. Bisogna regalare a noi stessi la libertà di evolvere nella direzione che più si confà al nostro essere unici, non schematizzabili, non definibili, non recintabili.

“LASCIARSI ACCADERE” rende liberi di dipendere solo ed unicamente dalle proprie scelte personali, assumendosi con esse, ogni onere ed onore che ne derivino.

“LASCIARSI ACCADERE” diventa allora la chiave della felicità, senza più timori, senza più resistenze interiori, senza più fatica.

Lasciare che si accada…

Gran bella cosa.

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