Buon Natale Maestra! (Filastrocca natalizia per le maestre)

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A Natale si nasce come nacque Gesù,

ma che bello rinascere ogni giorno quaggiù!

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Con lo zaino in spalla a scuola veniamo

perché si impari ogni volta un po’ meglio chi siamo.

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Siam fatti di storia, di lettere, numeri e pensieri

di geografia, di musica e di nuovi sentieri.

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Ringraziamo oggi la maestra preziosa,

che dalla cattedra ci spiega paziente ogni cosa.

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Che sia Natale allora anche a scuola ogni volta

che la maestra ci porta una domanda risolta.

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Curiosi saremo di aver le riposte

anche quando già grandi batterem nuove coste.

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Buon Natale maestra anche se a scuola non siamo,

ma mentre arrivano i doni con gioia ti pensiamo.

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Che sia bello, maestra, anche il tuo dolce Natale,

colmo di gioia, di amore e di gente speciale!

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E.Brilli

Scuola e religione

Letture mattutine estremamente illuminanti su una parte della mia infanzia e adolescenza mi hanno portato a ricordare e considerare con lucidità il mio rapporto con la religione…

La sintesi del mio pensiero si riassume nella definizione che do di me stessa come cristiana, ma fermamente non cattolica, e il percorso che mi ha portato sin qui parte da otto lunghi anni in asilo ed elementari in un istituto privato di suore (le scuole che oggi definiscono parificate) e da altrettanti quasi, trascorsi con la messa tutte le domeniche, i gruppi del dopocresima e gli oratori…

Poi avvenne che mio padre, idraulico, fosse incaricato di occuparsi degli impianti del nuovo oratorio per i ragazzi, in costruzione dietro gli appartamenti del parroco…e avvenne che lavorasse a quegli impianti per un sacco di tempo…e per un sacco di tempo avvenne che non riscuotesse una lira di quanto gli fosse dovuto per il suo lavoro…e avvenne una mattina che si recasse a parlare con il parroco per sollecitare il pagamento e costui, appena dismessi gli abiti talari della funzione appena conclusa, aprisse un armadietto, ne estraesse un sacchetto di plastica colmo di monetine da cinque e dieci lire (…sì, sì, proprio quelle con il delfino e la spiga…ve le ricordate?) e lo lasciasse in mano a mio padre dicendogli che lui di quelle non sapeva che farsene e poteva tenersele…

Dal racconto di mio padre di quell’assurdo ‘pagamento’ per il suo lavoro sorse in me lo schifo per tutta la categoria di quegli uomini ( e non intendo generalizzare…ma le eccezioni a questa categorizzazione mi sembrano veramente talmente rare che non hanno altro merito se non quello di confermarne la regola…) che per codardia abbandonano la vita nel mondo reale, dedicando la propria anima a Dio (…che se davvero ci fosse li prenderebbe a calci nel culo…) e le proprie viscide mani ad interessi ben più meschini…e non tanto per il disprezzo insito nel gesto di lasciare in mano a mio padre un sacchetto di monetine inutilizzabili per pagare il pane ai suoi figli, ma perchè ognuna di quelle monetine poteva essere stata l’ultima di cui disponesse quella persona gentile che lasciandola nelle offerte aveva pensato di affidarle alle cure di qualcuno tanto vicino a quel mondo divino da elevare il senso stesso del denaro dal semplice mezzo per pagarsi un tozzo di pane e trasformarlo in bontà, in comprensione, in asilo, in accoglienza, in cura dell’anima…e nessuna di quelle monetine meritava un trattamento tanto sprezzante…

Mio padre quel sacchetto di monetine lo conserva ancora…

Da qui, non posso dire di essere atea, ma cristianamente laica sì e, arrivata alla scelta se far fare a mio figlio l’oretta settimanale di religione all’asilo (all’asilo? si in un asilo statale…) io avevo scelto che mio figlio non ci partecipasse…in primis perchè a scuola non ci si deve prendere cura della propria anima, ma della propria mente e quanto all’anima di mio figlio voglio lasciare a lui stesso il privilegio di potersene occupare da solo, se e quando avrà modo e voglia di farlo, fermo restando che gli insegnamenti cristiani riassunti nel ‘non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te’ sono il fondamento dell’educazione che cerco io stessa faticosamente ogni giorno di insegnargli e non hanno bisogno della preghierina biascicata all’inizio dell’oretta di religione a scuola per acquisire importanza o autorevolezza…

E così per qualche tempo mio figlio non partecipò alle lezioni…finchè una mattina fui convocata da una delle insegnanti che mi disse che la mia scelta di non far partecipare mio figlio alla lezione di religione faceva sì che il bambino piangesse quando lo portavano fuori della classe e che forse era meglio se io riconsideravo la mia scelta…

La consapevolezza della discriminazione a cui, scegliendo fermamente un’educazione laica, avessi sottoposto mio figlio mi fece talmente tanto arrabbiare che immediatamente dissi che poteva partecipare alle lezioni, che l’istituzione cattolica della religione se lo poteva prendere mio figlio, se nessuna delle maestre era in grado di evitare che lui vivesse la mia stessa scelta come una punizione, trascinato in lacrime fuori dall’aula, e non come una possibile alternativa… e che ci avrei messo una pezza io per evitare che la sua mente fosse chiusa fin da così piccolo negli schemi del giusto e sbagliato, del peccato e della punizione, del santo e del dannato, perchè possa rimanere in grado di fare le sue scelte non pensando in termini punitivi, ma basandosi sul senso, sulla logica, sulla bontà, sull’intelligenza, sul rispetto…

Non saprei dire tutt’oggi, nonostante mio figlio partecipi alle lezioni di religione, se la mia scelta fosse moralmente corretta o fonte di discriminazione per lui…ma rimango convinta che l’istituzione della scuola, in ogni suo ordine e grado abbia l’obbligo etico di mantenersi laica e oggettiva, per formare menti pensanti e non automi che fanno quello che si deve fare pena l’inferno.

Non vorrei mai che mio figlio trattasse una monetina e il valore che aveva acquisito con la sua consacrazione in offerta, come fece quel parroco ai tempi della mia prima adolescenza…lui era un soldato di Cristo, ufficialmente, e mio padre solo un idraulico, ma in quel momento era molto più vicino lui a Dio di quel sedicente suo emissario in terra.