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Incrociando l’amore, in una uggiosa e grigia mattina di ottobre

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(immagine dal web)

Non scrivo molto ultimamente e comunque mai quanto vorrei.

Troppe cose da fare in poco tempo, e comunque sempre troppo poco tempo per fare le cose che vorrei fare.

Ma una cosa al volo la voglio fissare qua, ne voglio avere memoria. Una frazione di secondo, nel viaggio per andare al lavoro in una uggiosa e grigia mattina di ottobre.

Ferma al semaforo, dall’altro lato della strada una vecchia pandina verde acqua. Mi ha attirato il colore, devo ammetterlo, ma mi ha colpito quello che ho visto dentro.

Scatta il verde e all’interno di quella scatoletta verde acqua intravedo, mentre andavo verso di loro e loro venivano verso di me, una coppia, due ragazzi giovani.

L’uomo al volante, capelli lunghi riccioluti e barba, la ragazza al suo fianco, un volto pulito incorniciato da lunghi capelli lisci e castani.

La ragazza si sposta dal lato del passeggero, abbraccia il ragazzo alla guida e gli da un bacio sulla guancia affondando il suo viso nei capelli di lui.

Il ragazzo sorride e in quel sorriso era racchiuso quel loro attimo di felicità.

Quel sorriso, visibilmente segnato dall’amore, di qualsiasi tipo esso fosse, ha cambiato la percezione della mia giornata, mi ha fatto pensare ad alcune delle infinite possibilità che ne sottendevano la palpabile felicità.

Mi ha fatto pensare che in fondo l’amore, in qualsiasi forma e in qualsiasi momento decida di manifestarsi, è una gran bella cosa.

Per un attimo, incrociando l’amore adagiato sul sorriso di quel ragazzo, sono stata felice anch’io.

Per loro.

Per me.

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Tregua

 

Finita la giornata di lavoro, prima del solito stasera.

Direzione ovest. Il sole ancora alto, di fronte, caldo.

Occhiali da sole e lo sguardo in faccia a quel sole, mentre guido verso casa.

Finestrini abbassati, il vento entra, vortica, piacevole, tra me, i pensieri e il sole. È fresco.

La sigaretta nella mano sinistra mischia il suo fumo ai flussi dell’aria che accarezzano i capelli.

Un tratto di campagna a destra e sinistra, e improvvisi si alzano in volo degli storni al termine del loro pasto o disturbati, forse, dal mio passaggio.

Passano vicini. Volano…loro.

Risuonano dallo stereo ad alto volume tre pezzi meravigliosi degli R.E.M.

Hanno sempre avuto il potere di rilassarmi gli R.E.M., chissà per quale matematico gioco di alchimie musicali.

Mi rilasso, respiro.

Estate, caldo…sorrido.

È tregua.

Pace…un attimo di pace.

Everybody Hurts (R.E.M.)

When your day is long
And the night, the night is yours alone
When you’re sure you’ve had enough
Of this life, well hang on

Don’t let yourself go
‘Cause everybody cries
And everybody hurts sometimes

Sometimes everything is wrong
Now it’s time to sing along
When your day is night alone (Hold on, hold on)
If you feel like letting go (Hold on)
If you think you’ve had too much
Of this life, well hang on

Everybody hurts
Take comfort in your friends
Everybody hurts
Don’t throw your hand, oh no

Don’t throw your hand
If you feel like you’re alone
No, no, no, you are not alone

If you’re on your own in this life
The days and nights are long
When you think you’ve had too much of this life to hang on

Well, everybody hurts sometimes
Everybody cries
Everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes

So hold on, hold on
Hold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on
Everybody hurts

Written by Bill Berry, Michael Stipe, Peter Buck, Michael Mills
 .
 .

At My Most Beautiful (R.E.M.)

I’ve found a way to make you
I’ve found a way
A way to make you smile

I read bad poetry into your machine
I save your messages
Just to hear your voice.
You always listen carefully
To awkward rhymes.
You always say your name
Like I wouldn’t know it’s you,
At your most beautiful.

I’ve found a way to make you
I’ve found a way
A way to make you smile

At my most beautiful
I count your eyelashes secretly.
With every one, whisper I love you.
I let you sleep.
I know your closed eye watching me,
listening.
I thought I saw a smile.

I’ve found a way to make you
I’ve found a way
A way to make you smile.

Written by Bill Berry, Michael Stipe, Peter Buck, Michael Mills

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Nightswimming (R.E.M.)

Nightswimming deserves a quiet night.
The photograph on the dashboard, taken years ago,
Turned around backwards so the windshield shows.
Every streetlight reveals the picture in reverse.
Still, it’s so much clearer.
I forgot my shirt at the water’s edge.
The moon is low tonight.

Nightswimming deserves a quiet night.
I’m not sure all these people understand.
It’s not like years ago,
The fear of getting caught,
Of recklessness and water.
They cannot see me naked.
These things, they go away,
Replaced by everyday.

Nightswimming, remembering that night.
September’s coming soon.
I’m pining for the moon.
And what if there were two
Side by side in orbit
Around the fairest sun?
That bright, tight forever drum
Could not describe nightswimming.

You, I thought I knew you.
You I cannot judge.
You, I thought you knew me,
this one laughing quietly underneath my breath.
Nightswimming.

The photograph reflects,
Every streetlight a reminder.
Nightswimming deserves a quiet night, deserves a quiet night

Written by Bill Berry, Michael Stipe, Peter Buck, Michael Mills

 

A cosa servono le rane

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(immagine dal web)

Un pomeriggio assolato di mezza estate…una spiaggia…un bambino e la sua mamma…

“Guarda cosa ho trovato!” dice la mamma al bambino, richiamandone l’attenzione su un sasso piatto, di quelli che con maestria a lei sconosciuta qualcuno riesce a far rimbalzare sull’acqua…

Il bimbo lo prende, corre a sfiorare l’acqua coi piedini e lo lancia in acqua.

Il sasso affonda.

La mamma ne cerca altri e li porge al bambino che intanto le è tornato incontro, dando le spalle al mare, con in volto dipinta una faccia interrogativa.

“Prova a tirare questi, c’è una tecnica, il babbo ci riesce…prova a muovere il polso così.” e cercando di copiare i movimenti del polso di chi riesce a farli rimbalzare davvero i sassi sull’acqua, la mamma mostra al bambino un goffo mimo di un lancio.

“Ma ci sono le rane nel mare?” chiede allora il bambino.

La mamma con aria stupita risponde: “No, nel mare ci sono i pesci…perché? ”

“Non c’è una tecnica, mamma…Il babbo ci riesce nel lago perchè ci sono le rane sotto che prendono il sasso nella testa…la prima salta e lo passa alla seconda, poi la seconda salta e lo passa alla terza e così via…ma qui non siamo nel lago, siamo al mare e le rane nel mare non ci sono…ci sono i pesci…e i pesci non lo fanno”

La mamma sorride di un sorriso sereno, arrendendosi alla logica della fantasia, in cui non esistono sensi di colpa, obiettivi da raggiungere, senso di incapacità, sforzi e frustrazioni…

Nel mondo dei bambini è tutto così… semplice…

Abbraccia suo figlio e consegna nelle sue manine i sassi piatti raccolti per lui…

Il bimbo li prende, corre a riva, e li lancia tutti insieme nel mare…

Affondano tutti, ovviamente…ma solo perchè, nel mare, non ci sono le rane…

                                      

Il mio pensiero felice

Una manciata di giorni che il mio bambino non è con me, sta passando alcune delle sue giornate estive con il suo papà…comincio a sentire la sua mancanza e non vedo l’ora di riabbracciarlo e di rivedere il suo faccino sorridente…

Così, mi si sono riaffacciati alla mente i momenti dell’ultima volta che siamo stati in piscina insieme, la scorsa domenica…un pò di tempo a giocare senza i ritmi pressanti della settimana con i suoi orari ancora legati al mio lavoro, in attesa di qualche giorno di ferie.

E l’immagine che ho impressa nella mente della sua felicità, che diventa per osmosi la mia, sono quelli della sua faccia nel momento di un tuffo dal bordo, verso le mie braccia tese…

Il suo costumino giallo, le zampette che pesticciano il bordo, un pò timorose, cariche di quell’adrenalina che precede il salto, una manina che si tappa il naso, l’altra che mi indica di fare un passo indietro dentro l’acqua, poi si gira in alto per dire ‘stop’ va bene così…

Poi le gambe si piegano, la mano inspiegabilmente lascia il naso, le braccia si allargano, i piedi si staccano e vola verso di me, che lo riprendo da sotto il pelo dell’acqua appena arriva…

La sua faccia nel momento del salto è la meraviglia assoluta, la quintessenza della felicità…e io in questi giorni di sua assenza mi sono aggrappata al mio ‘momento felice’ al suo visino con la bocca aperta e sorridente, ai suoi occhi sgranati nel momento del tuffo, del suo volo avventuroso dentro un elemento, l’acqua, che lo spaventa, ma che diventa un porto sicuro perchè lo aspettano le mie braccia, qualcuno di cui si fida, che lo rassicura.

E pensando a tutto questo io sono felice…

Ho ripreso in mano stamattina l’album dei suoi lavoretti dell’asilo, consegnatimi dalle sue manine come il suo regalo più prezioso.

Nella prima pagina ci sono io, e sono bellissima…

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“Lo sai mamma che te sei la più bella?” me lo ripete un sacco di volte… e io rispondo “Sei tu il più bello!” e lui “No, no, sei tu la più bella mamma del mondo.”

Dietro la copertina è riportato quello che era stato il lavoro preliminare delle maestre al disegno dei bambini.

“… (…) ci siamo seduti in cerchio sul tappeto, ci siamo messi le mani sul cuore e lo abbiamo sentito battere…”tum…tum…tum…”

Tenendo gli occhi chiusi e ascoltando la voce del cuore, ogni bambino ha parlato della propria felicità, del momento che lo rende felice, di cos’è la felicità e del colore che potrebbe avere.

ELIO: è una cosa che viene quando sono contento, essere con la mamma è la felicità e il suo colore è…ROSSO.”

OTTOTTOBRE

Inizia un capitolo nuovo

La prima sera a casa nuova…la mia piccola malconcia casa dalla porta verde

Tanto lavoro per renderla abitabile, per farne nido di nuove serenità

Due patate lesse sul piatto nuovo…la cena migliore della mia vita

Respiro aria nuova…respiro…riempio i polmoni…

Odora di sogno realizzato quell’aria, di nuove sfide…di riconquistata serenità

Ringrazio qualsiasi forza mi abbia portata qui, adesso, ora…nuova vita

Che duri il tempo di una cena…un giorno, un mese, un nuovo anno…ne sarà valsa la pena

Nuove premesse…rinnovate promesse a me stessa…

E’ stato il respiro più bello degli ultimi tempi…un nuovo sorriso, una nuova me

Respiro…sorrido…riparto per nuove felicità

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