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Devo andare avanti

(Banksy, “Balloon Girl”, 2002)

.

Ed ecco

che un altro pezzo

se ne va.

 

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enosnaS

Nei capelli delle donne risiede il seme dei loro cambiamenti.

Quando una donna cambia i suoi capelli dentro di lei sta cambiando qualcosa. E cambiare fuori misura il momento esatto in cui una donna volta pagina.

Io li taglio, i capelli. E me li taglio da sola, nel mio bagno, con il mio gioco di specchi perfezionato in anni di esperienza. Sto diventando anche bravina.

Stasera mi sono tagliata i capelli.

All’opposto di Sansone, tagliare i capelli e fare del mio aspetto qualcosa di decisamente poco femminile, mi prepara ad affrontare una nuova battaglia per sconfiggere quel senso di irrequietezza che mi coglie quando mi accorgo di non essere felice. Di solito succede quando i capelli li avevo fatti riscrescere, nei momenti in cui mi illudevo di averla trovata, la felicità, di aver trovato la quadra giusta. E invece no.

E allora saltano i capelli e si rimette in discussione tutto. Rimetto in discussione me. Volto pagina. E faccio un passo avanti.

Sta arrivando la primavera.

Sei

(Horst P. Horst, ‘Mainbocher Corset’, 1939)

.

Sei

nella dimensione 

del sogno.

Incastro perfetto

a cui appartengo.

Diventi vero

a momenti

ho le tue labbra.

I tuoi occhi

i tuoi capelli tra le dita

tu

nelle pieghe dei miei sensi.

Poi scompari e torna il sonno

in cui vivi i miei giorni

immerso

come sei

nella dimensione 

del sogno.

Stavolta.

(immagine dal web)

 

Farò l’amore con te ad occhi aperti domani.

Ho bisogno di vederti.

Ho bisogno di guardare i tuoi occhi.

E ricordare ogni momento.

Forse sarà l’ultima volta che ti vedrò.

Forse sarà l’ultima volta che mi vedrai.

Non posso permettermi di cadere di nuovo.

Devo smettere prima di farmi male.

Stavolta.

Sta iniziando il temporale, devo mettermi in salvo.

Cadono le prime gocce, e io devo andare.

Prima che tutto diventi fango un’altra volta.

Devo  interrompere la catena.

Ti lascio andare, vorrei tanto tenerti.

Devo proprio andare.

Voglio guarire.

Stavolta.

Tu

Oscuro Signore della mia passione

Occhi di argento vivo e nebbia

Demone dolce di estasi e cadute

Ruvido amante di oscena bellezza

Angelo perverso, tormento e cura

Tu

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