Vento capriccioso

(“La vertigine del vento” di Stefano Iori)

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Vento capriccioso

In un giorno d’aprile

Punge come coda d’ inverno

Odora di primavera

Che tarda a venire.

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Agita i capelli

Irrita i pensieri

Passa lesto

Tra le fessure

Di un’anima in risveglio.

Fastidioso.

Insolente.

Briccone.

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Come un bimbo

Nascosto tra le pieghe

Di una gonna di donna

Scova desideri nascosti

Sogni dimenticati ridesta.

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Mescola le carte

Di una vita che si aggiusta

Con mani di un gioco

Senza fortuna di sorta

Per barare e tornare a burlarsi

Di scelte nuove in giorni persi.

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Arriva la primavera con pungenti folate di gelo

A ricordar che l’inverno c’è stato

Ma anche stavolta è passato.

E.

Vorrei farmi sasso di fiume

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(immagine dal web)

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Vorrei farmi sasso di fiume

L’acqua che scorre leggera su me

Senza urtare, senza far male.

Esser smussata, levigata, lisciata, consumata

E col tempo diventar sabbia dissolta

Da alito leggero di vento di primavera.

(E)